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Considerazione su Smau2010


SIGLA Ultimate era presente nella tre giorni 20-22 Ottobre alla 47esima edizione di Smau.
A conclusione vorremo condividere con voi alcune considerazioni su questo format dell’evento fieristico.

Il nostro è un brand di successo in tutto il territorio nazionale, quindi la nostra partecipazione assieme alle grandi trade del settore ICT è necessaria (siamo stati fra i 600 espositori dei due padiglioni di Fiera Milano City). Lo Smau, non è più solo fiera, è un format di eventi, convegni. Lo scopo negli ultimi anni è stato di adoperarsi per cambiare la tipologia di pubblico: basta scolaresche e “persone anomale”.

La partecipazione è per i grandi partner, gli operatori ICT ed i consulenti di settore.

Ma soprattutto esserci ha significato per gli espositori di settore contribuire allo filosofia di questa manifestazione:

innovazione

Come più volte è stato sottolineato SIGLA si sta evolvendo verso il web 2.0, che assieme al cloud computing e ai nuovi dispositivi portatili (pc, notebook, ect) rappresenta un punto di forza per le PMI, che possono ancora e devono dimostrare di crescere.
Lo sfonto di una situazione economica e finanziaria ancora critica, aumenta l’incertezza in questo scenario dove manca la cultura per le nuove tecnologie e dove persiste lo scarso interesse dei clienti.

La nostra azienda comunque esprime la sua soddisfazione per il successo della nuova formula di Smau. Sicuramente attività di questo tipo si ripeteranno nel prossimo anno soprattutto anche con l’aiuto di voi rivenditori.

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Boom dei servizi mobile


In modo piuttosto repentino stiamo assistenzo alla nascita di un modello di business vincente: i servizi di internet mobile.
Secondo le stime i servizi di mobile coinvolgeranno il 30 per cento di tutti gli utenti entro cinque anni, vale a dire una folla di 1,3 miliardi di persone, e genereranno 4,8 miliardi di dollari in termini di profitti.
Per i vendor si tratta di una significativa opportunità di business, ma ci sarà da lavorare su l’adverting online.
Infatti se da una parte l’utente mobile è disposto a concedere un po’ della propria privacy (sempre che le poiltiche di privacy siano ben chiare!) in nome di informazioni molto apprezzate, dall’altra parte occorre vigilare sul pericolo di sovraccarico degli spot, che inibirebbe chiaramente la qualità dei servizi.

L’invasione del mobile riguarda numerosi settori, quindi si parla di mobile finance, mobile payment, mobile marketing & service, mobile content e mobile & wireless business.

Soprattutto l’indipendenza che l’utente otterrà nell’utilizzare questi servizi dovrà essere contropesata da applicazioni e strumenti semplici ed intuitivi.

Attualmente soprattutto nel mercato italiano le tecnologie mobile non stanno avendo non stanno avendo un utilizzo realmente efficace, perchè non sono stati pensati e sviluppati secondo un approccio strategico, che coinvolta sia la dimensione multicanale dei consumatori, sia la dimensione relazionale.
Il consumatore ama essere coccolato: i servizi mobile banking lo allontaneranno dallo sportello di filiale, ma allora come potrà verificare il suo estratto conto o come potrà eseguire versamenti dal pc di casa?

 Sarà “una cosa sicura”?

Ecco perchè la pubblicità e l’informazione sono alla base del mobile: far conoscere e far comprendere le potenzialità di questa nuova evoluzione, che sembra essere più travolgente dell’innovazione tecnologica dei software de dell’hardware.

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SIGLA Ultimate è una delle pochissime soluzioni gestionali che si è avvicinata a questo “strano” mondo del mobile, grazie ai servizi e tecnologie di due importanti partner come Citrix e 3.
Le partnership hanno permesso di creare un’offerta di prodotti e servizi a 360° garantendo agli utenti SIGLA efficaci performance del software e sicurrezza nell’utilizzo dello stesso mediante l’accesso via web.

Se vuoi provare la nuova tecnologia e conoscere i dettagli puoi visitare il nostro sito: http://www.pluribus.it/.

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Il consumatore 2.0? sa tutto, legge tutto, non tentare di fregarlo


 

Nella prima metà del XX seco molti sociologi si trovarono d’accordo nel sostenere la Teoria dell’ago ipodermico (dall’inglese The Magic Bullet Theory ), secondo la quale i mass media sono potenti strumenti persuasivi che agiscono direttamente su di una massa passiva e inerte.
In pratica, il messaggio sparato dal medium viene iniettato direttamente nel cervello del ricevente, il quale ha un ruolo del tutto passivo.
MITTENTE–>MESSAGGIO–>DESTINATARIO, that’s all.

HOMER (Simpson), dunque, DOCET ?

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No.

Ora, il discorso è un tantino delicato e detto così si sacrificano secoli di studi sull’effetto dell’esposizione ai media, tonnellate di libri e termini cari a professoroni e affiliati della materia che vengono coniati e modificati con la modalità “un tanto al chilo” (la moltitudine delle definizioni non è direttamente proporzionale alla longevità, nel mondo sociologico).

Più semplicemente, scremo l’argomento e convergo nell’ottica che a noi più interessa, quella business oriented. (agisco con il KISS, Keep It Simple & Stupid, una delle regole auree del web, zan zan)

Dicevo: Homer docet? Il cliente si beve tutto quello che gli dai? È consapevole o ci sono escamotage di bassa lega che ancora funzionano?

La risposta, che ve la dico a fare, è quella scritta 10 righe sopra: NO.

Proprio per questo, L’’IBM Institute For Business Value ha pubblicato (dicembre 2007) un rapporto che identifica i nuovi soggetti economici, diversi da quelli tradizionalmente conosciuti.
Il rapporto, condotto su un campione di 16.900 consumatori nel corso dell’intero 2007, sottolineava come proprio nell’anno 2008 la categoria dell‘Omni Consumer (ovvero Onnipotente, che ha la facoltà e la capacità di filtrare i messaggi e le informazioni che riceve; Onnipresente, in quanto effettua i propri acquisti attraverso un numero sempre maggiore e diverso di canali; Onnivoro più che mai aperto all’acquisto di una vasta gamma di prodotti; Omnifarious, ovvero che non si accontenta di belle confezioni e descrizioni) avrebbe trovato definitiva consacrazione.
La ricerca svolta dalla casa di Armonk ha identificato le modalità secondo le quali i processi di acquisto da parte dei consumatori si sono modificati.

– La disponibilità di informazioni sulle pagine web e nei siti di social networking
– acquisto online (incremento del 50%!)
– servizi alla persona (vedi chiostri multimediali, informazioni a gogo, metodi di tracciabilità efficienti
Questo Omni Consumer, alla fine della fiera, non lo freghi. Sa tutto. Attenzione dunque, informarsi viene prima di tutto

per approfondire

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Social media optimization, welcome to the jungle


Oggi ritorniamo a parlare del fantastico mondo dei social media. Non in chiave gossippara, né in chiave psico-sociopatoca , ma da un punto di vista squisitamente marketing.
Qualche tempo fa searchengineland.com ha elencato 10 passi per raggiungere ottimi risultati nel 2008. Qualche tempo dopo, il buon onemarketing li ha misericordiosamente tradotti in italiano. No excuse quindi, né per i pigri nè per gli anglofobici.
Eccoli qui i dieci punti, copiati pari pari

 
1-Connettiti: aggiungi due contatti a settimana nella tua rete di social network più affini al tuo target, come per esempio Linkedin, Facebook e (aggiungiamo noi) Xing;
2-Partecipa a forum: trova un forum in linea al tuo target e condividi con esso idee, nuovi prodotti e i tuoi servizi;
3-Segui i blog: cerca blog interessanti e leggi quotidianamente i feed cercando di commentare i post che ti sono piaciuti ed esprimi la tua opinione;
4-Cerca gli opinion leader e cerca di capire chi sono i soggetti più attivi e più influenti in rete, contattali e coinvolgili nei tuoi progetti;
5-Crea e viralizza contenuti sui servizi di condivisione UGC (YouTube, SlideShare, Flickr, ecc);
6-Pensa globalmente: traduci i tuoi contenuti anche su siti non nella tua lingua;
7-Risparmia tempo: utilizza Social Network che possono generare traffico verso i tuoi contenuti o le tue iniziative;
8-Rispondi a commenti, partecipa a servizi come Yahoo Answer;
9-Segui le conversazioni: utilizza strumenti quali Google Blog Search e Technorati per capire cosa si dice in giro di te o della tua azienda o dei tuoi contenuti;
10-Scrivi opinioni e recensioni: cerca siti, blog e servizi di condivisione di opinioni dove si parla di te, dei tuoi prodotti o della tua azienda e scrivi tu per primo un’opinione in merito.

Da questa tendenza web oriented stanno nascendo (com’è chiaro) figure sempre più distinte: un esempio è colui che si occupa di social media optimization. “l’ottimizzatore” di social media è in parole povere uno smanettatore incallito, tastierista di professione, creativo e sempre informato. Si occupa di pubblicizzare nei vari fori imperiali della comunicazione il proprio prodotto. Usa tutto l’immaginabile: viral marketing, facebook, myspace, Flickr, you tube. Si occupa di feed e segnalibri. Fa in modo che milioni di link circolino intorno al nome dell’azienda prodotto che ha in incarico. È blogger, quasi sempre. Ci crede, forse troppo, che c’entra fa bene perché investe se stesso e la propria professionalità nel futuro.

Altri consigli home made/media outsider li potete trovare su Social Media Marketing – I Consigli Di Massimo Burgio Per I Principianti.

Il consiglio finale: essere presenti dovunque, attivi, freschi. Il costo: passare le notti in bianco. Se poi si perde il senso della realtà, vietato lamentarsi. Pure.

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Come usare il web 2.0 nelle imprese
“non hai letto il mio post nel blog? Ti ho licenziato ieri

(parte 1: comunicate con i vostri impiegati)

fonte: exceler8ion

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Soluzioni per l’online marketing


Oggi siccome è venerdì e siccome le farfalle sono nello stomaco e i grilli per la testa vi propongo un video leggero e molto carino, a cura di Eugenio La Mesa fondatore di Salesware, sito che propone soluzioni per l’online marketing. Il video riguarda il nuovo approccio ai blog, la fruibilità, le funzionalità, i vantaggi, un po’ di numeri

Eugenio la Mesa è autore del libro “Vendere e comprare con Internet” edito da Sperling & Kupfer, curatore della rubrica Email Marketing sul sito Microsoft e nella newsletter di marketing Mkt7 di Edipi. La Mesa ha, chiaramente, un blog, molto ben strutturato.

E ora il tempo dei (brevi) saluti: vi auguro un buon fine settimana, occasione ricaricamento-pile, con un bell’esempio di Guerilla marketing

                         

a lunedì!

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Steve Ballmer, l’uomo che sapeva troppo (su Microsoft)


Il 23 aprile scorso Steve Ballmer , chief executive officer di Microsoft, era in Italia.
Ne ha dette di nere, e in modi non sempre ortodossi, come da tradizione (l’immagine più ricorrente è di uno Steve che parla alla folla, madido di sudore, con lingua biforcuta, pronto a sparare su tutti)

Era a Milano MIX Essentials 2008 – The Next Web ,evento in cui Microsoft ha ribadito la sua strategia per il new deal: apertura al Web, rincorsa a Google, integrazione tra i prodotti Microsoft non per accodarsi ma per domare la prossima ondata tecnologica, la next wave che segue al terremoto 2.0, epicentro del quale è il Web.

Su Yahoo rimane fermo sui suoi passi: Microsoft andrà avanti da sola.

Per il resto, guardatevi i video dell’intervento: Steve parla, noi prendiamo appunti.
“Svela” anche il suo indirizzo mail

qual’é la Next Wave della tecnologia?

l’evoluzione del Web.

software e dell’evoluzione in Internet Model of Software, una concezione che integra caratteristiche del Web, del desktop e della tecnologia mobile oltre all’enterprise computing

quali sono le conseguenze dell’evoluzione di Web e software per designer, developers, business e consumer?

E quali sono le conseguenze dell’evoluzione di Web e software per designer, developers, business e consumer?

Steve Ballmer chiude il keynote

Orecchie apertissime quindi. Certo, non ci voleva Steve Ballmer per sapere che il web è il futuro, ma se ce lo dice lui, c’è di che star tranquilli. Evoluzione costante, recherche tecnologica, rapporto col pubblico/clienti, strategie marchettare spicciole (es, dare l’indirizzo mail personale. Ora, secondo voi, risponderà luistessomedesimo???)

In ogni caso, osservare è il miglior modo per imparare, soprattutto dai guru. C’è tutto da guadagnare, in sicurezza e nonchalance.

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Email mania


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Blackberry vuol dire mora, in inglese. Magari neanche lo sapevi, e in automatico avevi associato la parola blackberry al tuo amato device 

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È una situazione diffusa, non ti preoccupare. Se si parla di nuove tecnologie infatti, gli italiani “ci stanno dentro a manetta”. È vero che le comunicazioni internettiane avvengono ancora per la maggior parte tramite il pc fisso (82%) o portatile (53%), ma sono comunque quasi 3 milioni e mezzo coloro che hanno la possibilità di fare il check della propria in-box dovunque.
Ode allo smartphone.

Chiaramente non lo dico io, ma una ricerca illustre, effettuata da Contact Lab  “italiani e internet: usi e consumi di e-mail e mailing list”.

Due numeri, così per farsi un’idea:

-50 milioni di caselle di posta (2,6 per utente Internet),
– 350 milioni di messaggi scambiati ogni giorno (quasi 20 per utente Internet)
-Donne e le persone di mezza età (35-54 anni) sono i più assidui utilizzatori dell’eMail: possiedono un numero di caselle di posta pro-capite più elevato della media e ricevono più mail al giorno.

Altri aspetti interessanti sono altissima percentuali di sottoscrizioni a newsletter (meno di quattro utenti su cento fanno completamente a meno dei servizi offerti dalle diverse mailing list),  la grande quantità di email procapite (il 30% ha  almeno 20 comunicazioni email giornaliere , mentre sono il 9% quelli che nella propria casella si ritrovano quotidianamente non meno di 50 nuovi messaggi).

Et voilà. Se poi vi volete leggere l’inchiesta per intero, scaricatela qui . 79 pagine di grafici, numeri, statistiche.

E una sola grande domanda: stiamo forse esagerando?
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Sono molte e sempre più frequenti le tipologie di fobie legate all’utilizzo di tecnologia. Si chiamano, per l’appunto, tecnopatologie.  Come la nomofobia (abbreviazione di no-mobile) la paura di non essere raggiungibili al cellulare, oppure di dimenticarlo a casa, avere la batteria scarica o trovarsi in una zona in cui il telefonino non prende. Può scatenare veri e propri attacchi di ansia o di panico. E ne soffrono il 53% delle persone.
Si, forse è un pochino tanto. Decisamente.

Tra una mail e l’altra, fissatevi queste immagini. Magari ti faranno dimenticare per un secondo che DEVI MANDARE UNA MAIL….
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Buon inizio settimana a tutti!

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Tutti pazzi per il web (parte 1)


Un post di natura un po’ diversa dal solito. Area socio/informatica. Riguarda più che altro noi, il nostro approccio al fruibile e futuribile.

Si parla tanto (da anni) di web 2.0.
E…COSA SAREBBE?

Cito Wikipedia:  Web 2.0 è una serie di siti web con interfaccia, facilità e velocità d’uso tali da renderli simili alle applicazioni tradizionali che gli utenti sono abituati a installare nei propri personal computer. 
I propositori del termine Web 2.0 affermano che questo differisce dal concetto iniziale di web, inizialmente etichettato Web 1.0, perché si discosta dai classici siti web statici, dall’e-mail, dall’uso dei motori di ricerca, dalla navigazione lineare e propone un World Wide Web più dinamico e interattivo.

Altri hanno provato a definire il Web 2.0 innanzi tutto in termini di reti sociali. Un esempio potrebbe essere il social commerce , l’evoluzione dell’E-Commerce in senso interattivo, che consente una maggiore partecipazione dei clienti, attraverso blog, forum, sistemi di feedback ecc.

Illuminante questo video, nato in lingua inglese, successivamente doppiato in italiano (grazie!)
Un briefing lungo 5 minuti sull’argomento


Tim O’Really ha  scritto nel 2005 un bellissimo ed esaustivo articolo, intitolato WHAT I S WEB 2.0 . Se ne avete voglia, c’è svelato l’arcano.
Tipo cosa sono
Google adsense, gli rss , permalink e altre diavolerie incrociate.  Come Ajax,  la nuovo applicazione che permette di vivere il web in maniera poliforme, eliminando l’approccio della pagina statica.

Tra disappunto e  passione, il dibattito sull’interattività incalzante è infuocato. Siamo ormai circondati da ogni sorta di guinzaglio tecnologico tale da cambiarci la vita, anche in azienda?
Domandone. Oggi 2.0 infarinatura, nella prossima puntata un approfondimento a proposito.

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