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Facebook: Sito in crescita da gestire


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Si tratta di un sito di social networking che cresce ogni giorno, si parla di 2 Terabyte di dati. Le cifre colossali sono dovute anche alle immagini e video che gli utenti caricano su questo sito.

In Facebook non c’è nulla di più normale nel gestire 600 mila nuove adesioni giornaliere. Con questo tasso di crescita a marzo FB potrebbe rapidamente arrivare a dovere gestire 200 milioni di utenti. Ricordiamo che in italia nel 2008 il tasso di crescita degli utenti Facebook è stato del 2900%

Ma la gestione di grandi numeri non è per niente semplice!
Infatti il problema delle Internet Company è la scalabilità del data center, riuscire a trovare un modello di sviluppo sostenibile con la crescita giornaliera di bits and bytes e di numero di utenti.

La partecipazione degli utenti è la vita dello stesso Facebook, si tratta di un servizio web 2.0, dove gli internauti si scambiano informazioni, contatti, intraprendono un processo di conoscenza reciproca e producono contenuti.

Il tutto fino a quando un nuovo sito di società non prenderà il posto di Facebook ed i conti dovranno esser fatti per un nuovo “social face”.

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Il consumatore 2.0? sa tutto, legge tutto, non tentare di fregarlo


 

Nella prima metà del XX seco molti sociologi si trovarono d’accordo nel sostenere la Teoria dell’ago ipodermico (dall’inglese The Magic Bullet Theory ), secondo la quale i mass media sono potenti strumenti persuasivi che agiscono direttamente su di una massa passiva e inerte.
In pratica, il messaggio sparato dal medium viene iniettato direttamente nel cervello del ricevente, il quale ha un ruolo del tutto passivo.
MITTENTE–>MESSAGGIO–>DESTINATARIO, that’s all.

HOMER (Simpson), dunque, DOCET ?

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No.

Ora, il discorso è un tantino delicato e detto così si sacrificano secoli di studi sull’effetto dell’esposizione ai media, tonnellate di libri e termini cari a professoroni e affiliati della materia che vengono coniati e modificati con la modalità “un tanto al chilo” (la moltitudine delle definizioni non è direttamente proporzionale alla longevità, nel mondo sociologico).

Più semplicemente, scremo l’argomento e convergo nell’ottica che a noi più interessa, quella business oriented. (agisco con il KISS, Keep It Simple & Stupid, una delle regole auree del web, zan zan)

Dicevo: Homer docet? Il cliente si beve tutto quello che gli dai? È consapevole o ci sono escamotage di bassa lega che ancora funzionano?

La risposta, che ve la dico a fare, è quella scritta 10 righe sopra: NO.

Proprio per questo, L’’IBM Institute For Business Value ha pubblicato (dicembre 2007) un rapporto che identifica i nuovi soggetti economici, diversi da quelli tradizionalmente conosciuti.
Il rapporto, condotto su un campione di 16.900 consumatori nel corso dell’intero 2007, sottolineava come proprio nell’anno 2008 la categoria dell‘Omni Consumer (ovvero Onnipotente, che ha la facoltà e la capacità di filtrare i messaggi e le informazioni che riceve; Onnipresente, in quanto effettua i propri acquisti attraverso un numero sempre maggiore e diverso di canali; Onnivoro più che mai aperto all’acquisto di una vasta gamma di prodotti; Omnifarious, ovvero che non si accontenta di belle confezioni e descrizioni) avrebbe trovato definitiva consacrazione.
La ricerca svolta dalla casa di Armonk ha identificato le modalità secondo le quali i processi di acquisto da parte dei consumatori si sono modificati.

– La disponibilità di informazioni sulle pagine web e nei siti di social networking
– acquisto online (incremento del 50%!)
– servizi alla persona (vedi chiostri multimediali, informazioni a gogo, metodi di tracciabilità efficienti
Questo Omni Consumer, alla fine della fiera, non lo freghi. Sa tutto. Attenzione dunque, informarsi viene prima di tutto

per approfondire

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Social media optimization, welcome to the jungle


Oggi ritorniamo a parlare del fantastico mondo dei social media. Non in chiave gossippara, né in chiave psico-sociopatoca , ma da un punto di vista squisitamente marketing.
Qualche tempo fa searchengineland.com ha elencato 10 passi per raggiungere ottimi risultati nel 2008. Qualche tempo dopo, il buon onemarketing li ha misericordiosamente tradotti in italiano. No excuse quindi, né per i pigri nè per gli anglofobici.
Eccoli qui i dieci punti, copiati pari pari

 
1-Connettiti: aggiungi due contatti a settimana nella tua rete di social network più affini al tuo target, come per esempio Linkedin, Facebook e (aggiungiamo noi) Xing;
2-Partecipa a forum: trova un forum in linea al tuo target e condividi con esso idee, nuovi prodotti e i tuoi servizi;
3-Segui i blog: cerca blog interessanti e leggi quotidianamente i feed cercando di commentare i post che ti sono piaciuti ed esprimi la tua opinione;
4-Cerca gli opinion leader e cerca di capire chi sono i soggetti più attivi e più influenti in rete, contattali e coinvolgili nei tuoi progetti;
5-Crea e viralizza contenuti sui servizi di condivisione UGC (YouTube, SlideShare, Flickr, ecc);
6-Pensa globalmente: traduci i tuoi contenuti anche su siti non nella tua lingua;
7-Risparmia tempo: utilizza Social Network che possono generare traffico verso i tuoi contenuti o le tue iniziative;
8-Rispondi a commenti, partecipa a servizi come Yahoo Answer;
9-Segui le conversazioni: utilizza strumenti quali Google Blog Search e Technorati per capire cosa si dice in giro di te o della tua azienda o dei tuoi contenuti;
10-Scrivi opinioni e recensioni: cerca siti, blog e servizi di condivisione di opinioni dove si parla di te, dei tuoi prodotti o della tua azienda e scrivi tu per primo un’opinione in merito.

Da questa tendenza web oriented stanno nascendo (com’è chiaro) figure sempre più distinte: un esempio è colui che si occupa di social media optimization. “l’ottimizzatore” di social media è in parole povere uno smanettatore incallito, tastierista di professione, creativo e sempre informato. Si occupa di pubblicizzare nei vari fori imperiali della comunicazione il proprio prodotto. Usa tutto l’immaginabile: viral marketing, facebook, myspace, Flickr, you tube. Si occupa di feed e segnalibri. Fa in modo che milioni di link circolino intorno al nome dell’azienda prodotto che ha in incarico. È blogger, quasi sempre. Ci crede, forse troppo, che c’entra fa bene perché investe se stesso e la propria professionalità nel futuro.

Altri consigli home made/media outsider li potete trovare su Social Media Marketing – I Consigli Di Massimo Burgio Per I Principianti.

Il consiglio finale: essere presenti dovunque, attivi, freschi. Il costo: passare le notti in bianco. Se poi si perde il senso della realtà, vietato lamentarsi. Pure.

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Come usare il web 2.0 nelle imprese
“non hai letto il mio post nel blog? Ti ho licenziato ieri

(parte 1: comunicate con i vostri impiegati)

fonte: exceler8ion

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Tutti pazzi per il web (parte 2)


Tempo fa, parlando di web 2.0, ci eravamo lasciati chiedendoci quanto i guinzagli tecnologici ci cambiano la vita. La risposta non è dietro l’angolo, né lineare. Credo però che si possa tracciare una sorta di punto di vista critico dal quale partire.

Nel 1995 un grandissimo informatico, Nicholas Negroponte, scrisse un libro affascinante quanto lungimirante. Il titolo, “essere digitali” (being digital in originale), mostrava un futuro al tempo piuttosto androide; si iniziava col definire il bit come la parte più piccola dell’informazione digitale, così come l’atomo lo è per la materia. Questo il punto di partenza per discorsi futuribili, interfacce amiche, email, tostapane e frigo che collaborano per la colazione ideale, come maggiordomi virtuali, computer portatili grossi come un a noce.

È praticamente avvenuto ciò che Negroponte aveva diagnosticato, togliendo le immagini più Huxleyane.  Soprattutto, oltre alla tecnologia che ha fatto di per sé metamorfosi allucinanti, dobbiamo fare i conti col nuovo modo di fare socialità.

Sto parlando dei famigerati “social networks.

 E cos’è un social network, lo spiega bene questo video

www.myspace.com

 www.facebook.com

Sono i due principali leader del settore. Si fanno guerra fra loro, sono molto differenti come attività e configurazioni. Uno, myspace, permette di personalizzare completamente la propria pagina, mettendoci su foto, canzoni, descrizioni della propria personalità. L’altro, facebook, è decisamente meno creativo e customizzabile, sicuramente più discreto.

Ce ne sono moooooolti altri. Vedi twitter

Twitter  è considerato il maggiore social network per quanto riguarda il microblogging, ovvero quel modo di comunicare attraverso pochissimi caratteri, quelli di un normale sms.                                                              

clicca sui loghi per accedere alle homepage                       
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Ci sono poi alcuni network dedicati unicamente al raggruppamento di contatti lavorativi, come l’internazionale linkedin.com e l’italiano neurona
                         
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   Ed è questa la parte del discorso che più ci interessa. Attraverso il concetto della rete amicale, possono venire fuori importanti opportunità di lavoro. Visualizzando il tuo profilo, un utente può decidere di contattarti, permettendoti di allargare la tua cerchia di conoscenze, il tuo business. Per inciso, tutti i social network sfruttano questa opportunità; questi ultimi due lo fanno in maniera professionale, senza fronzoli tipici di molti altri. Dategli un’occhiata…allargare la propria rete di conoscenze è più facile adesso! Thank you web 2.0!

1 Commento

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Tutti pazzi per il web (parte 1)


Un post di natura un po’ diversa dal solito. Area socio/informatica. Riguarda più che altro noi, il nostro approccio al fruibile e futuribile.

Si parla tanto (da anni) di web 2.0.
E…COSA SAREBBE?

Cito Wikipedia:  Web 2.0 è una serie di siti web con interfaccia, facilità e velocità d’uso tali da renderli simili alle applicazioni tradizionali che gli utenti sono abituati a installare nei propri personal computer. 
I propositori del termine Web 2.0 affermano che questo differisce dal concetto iniziale di web, inizialmente etichettato Web 1.0, perché si discosta dai classici siti web statici, dall’e-mail, dall’uso dei motori di ricerca, dalla navigazione lineare e propone un World Wide Web più dinamico e interattivo.

Altri hanno provato a definire il Web 2.0 innanzi tutto in termini di reti sociali. Un esempio potrebbe essere il social commerce , l’evoluzione dell’E-Commerce in senso interattivo, che consente una maggiore partecipazione dei clienti, attraverso blog, forum, sistemi di feedback ecc.

Illuminante questo video, nato in lingua inglese, successivamente doppiato in italiano (grazie!)
Un briefing lungo 5 minuti sull’argomento


Tim O’Really ha  scritto nel 2005 un bellissimo ed esaustivo articolo, intitolato WHAT I S WEB 2.0 . Se ne avete voglia, c’è svelato l’arcano.
Tipo cosa sono
Google adsense, gli rss , permalink e altre diavolerie incrociate.  Come Ajax,  la nuovo applicazione che permette di vivere il web in maniera poliforme, eliminando l’approccio della pagina statica.

Tra disappunto e  passione, il dibattito sull’interattività incalzante è infuocato. Siamo ormai circondati da ogni sorta di guinzaglio tecnologico tale da cambiarci la vita, anche in azienda?
Domandone. Oggi 2.0 infarinatura, nella prossima puntata un approfondimento a proposito.

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