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Pubblicità online


 Image and video hosting by TinyPicInternet, pur registrando una piccola flessione, rappresenta lo stendardo della pubblicità.
Infatti l’online sta acquistando sempre più peso rispetto ai tradizionali media, come stampa e tv.
La crisi economica non tralascia neppure l’advertising su internet: le aziende dovranno rivedere i propri investimenti in pubblicità mese per mese. Ma la rete è un mezzo pubblicitario che costa meno e registra un elevato rendimento (veicolare un contenuto sul web significa moltriplicare per dieci la sua diffusione).
Gli Stati Uniti rappresentano il paese pioniere che ha intrapreso questa strada, dove non esiste il confine fra pubblicità e informazione. E naturalmente gli investimenti del presidente Obama nella banda larga ne sono un trampolino agevolato.
E l’Italia?
Noi Italiani eravamo abituati al carosello, che ” teneva svegli i bimbi fino a tardi”. E’ questo che siamo abituati a sentirci raccontare dai nostri genitori e nonni. Forse è proprio questo tradizionalismo che ci lacia in un angolo di perplessità e titubanza. Qualcuno addita alcune ragioni ad ostacolo, come l’età ultra quarantenne della nostra classe manageriale e il limite delle infrastrutture alla banda larga.

La Nielsen Online (nota società di analisi) ha reso noto numeri e percentuali esaminando il periodo novembre 2007-novembre 2008 ha registrato un calo del 4,2%, ed è difficile una stima per il 2009,ma il settore annovera un tasso di crescita annuale del 13,9%.

Lo scenario è positivo, gli analisti sono fiduciosi e gli inserzionisti Upa sono attratti dal web advertising, come leva indispensablie e irrinunciabile per affrontare il nuovo marketing.

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I “Megastore” Microsoft


La recessione sta frenendo molte iniziative imprenditoriali, ma Microsoft non si arrende!
Infatti confortata dal successo di Apple, ha descio di aprire una catena di negozi per la vendita diretta.

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L’obiettivo è naturalmente di mettere in moto le leve del marketing diretto: si tratta di aprire le porte agli utenti, avere con loro un rapporto diretto, imparando a conoscere i loro gusti e desideri, dai software, ai videogiochi, ecc

La più grande società informatica del mondo, non ha reso noto quanti negozi intenda aprire, né quando, né quali prodotti voglia vendere. Sono infatti decisioni che spettano a David Porter, un ex dirigente di DreamWorks Animation, che Microsoft ha già nominato “vice presidente corporate dei Retail Store”.

Quindi è stata dichiarata sfida alla Apple!

Chi vincerà? sarà un ennesimo insuccesso, dopo Vista, per il colosso di Redmond?
Intanto prepariamoci a fare shopping al megastor di Microsoft.

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2009 crisi economica e marketing


L’anno della crisi, il 2009, sembra mettere un’ombra anche sulle leve del marketing:
1- il brand dell’azienda
2- target di clienti con bisogni espressi         
3- far emergere un bisogno inesistente

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I canali tradizionali istituzionali e monodirezionali (tv, giornali, radio,ecc) risultano incidere troppo sui budget aziendali, ed allora come fare? stare senza pubblicità significa non vendere, non stimolare bisogni che il prodotto X od il servizio Y possono soddisfare, ed allora, la crisi prende davvero il sopravvento….?

Non dobbiamo farci assalire dalle fobie della parola crisi, al nostro fianco abbiamo l’amico Internet (che crea
sonnambulismo nelle buone casalinghe), e quindi le nostre 4 P (Prodotto, Prezzo, Place – Distribuzione, Promotion)
rientrano in aziende e cambiano un po’ il loro aspetto.
La rete è infatti il principale fornitore di informazioni: quotidianamente con motori di ricerca cerchiamo risposte ai nostri problemi e poi ci sono i social networks.

Dobbiamo muoversi attraverso internet che ha un costo irrisorio, non disturba l’aspetto finanziario e le stesse PMI
possono fare marketing. Un piccolo sito, una mail, qualche parola che possa essere ripescata nelle ricerche internettiane è un modo per affermare il proprio brand, creare associazionismo e dare una risposta al bisogno umano.

Se nessuno se ne fosse ancora accorto, Pluribus già ha intrapreso con successo questa strada,  e continuerà a valorizzare al massimo gli strumenti della rete per il suo marketing.

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6000 visite nel blog di Sigla!


Abbiamo parlato di prodotto, di marketing. Di marketing convenzionale, di quello non convenzionale, di guerrilla. Abbiamo nominato nominato tecnicismi, inglesismi, neologismi. Seguito carovane Microsoft, indagato su novità di mercato. Abbiamo aspettato eventi come il Forum Pluribus. Ci siamo chiesti in che direzione va il mercato, i clienti, la psicologia di operatori del settore.

Ora, probabilmente non sempre con le ipotesi ci abbiamo azzeccato. Magari a volte troppo fiduciosi, altre giustamente proiettati verso vittorie difficili (ma conquistate).

Una cosa è certa: crediamoci, nel business, continuamo a farlo. Anche grazie alla potenza virale di un esperimento come questo. Che per ora, dalla sua partenza (31gennaio 08), sta procedendo a gonfie vele.

Per questa volta, quindi, perdonateci l’autoreferenzialità. 6000 click regalano un sorriso di soddisfazione.

Grazie a tutti!!! 

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Archiviato in sigla, web 2.0

Nuove forme di comunicazione


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Avere a che fare con il mondo della pubblicità/marketing è lotta quotidiana. Ci si sveglia sperando di accaparrarsi grosse fette di torta dal magico forno del mondo aziendale. Si vive tra tentativi di approccio, analisi di mercato, punti di vista, genialate, banalità.

Il guaio è che mentre noi pensiamo, viviamo la diatriba tradizione vs innovazione, il mondo intorno a noi si evolve a ritmi allucinanti. Il risultato è che il grosso plumcake si sbriciola sul  tavolo, e noi lì con l’aspiratutto a cercare di raccogliere pezzetti. L’offerta è pluriparcellizzata, i competitors aggressivi. In più il mondo internet fa il bello e il cattivo tempo, spia e lascia spiare.

La morale è che ci si scopiazziamo tutti a vicenda. E non è bello.
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In principio era “content is the king“. Ma lo è ancora? C’è chi dice no, e non è Vasco Rossi.

Io credo fermamente nel binomio poche cose dette bene. Il buon comunicatore è un artigiano di parole, le sceglie oculatamente, poi le dà in pasto all’audience. Il segreto è concentrare tutto in un concetto. Una piccola idea dai grandissimi potenziali. Forse è più giusto dire “concept is the king”. E allora, bisogna avere fantasia. Spremersi le meningi.

Visto che i budget non sono tutte le volte principeschi, ecco qui 7 idee marketing low cost. E un altro intervento veramente utile per braccine forzatamente corte.

Che già riuscire a pianificare e comunicare con successo piccole realtà è un grande obiettivo per tutti noi. Nel caso Sigla++, far percepire la sicurezza della scelta, e il valore aggiunto della vostra personalità preparata, è gran cosa. In auge ultimamente è l’attività di pay per click . Il pay per click consente di ottimizzare al massimo gli investimenti. Se l’utente clicca sul tuo sito, paghi, altrimenti rimani lì, pronto all’uso. Ciò consente di avere ampia visibilità, e una buona possibilità di nuove entrate.
Sigla ha abbracciato questa strategia di supporto, e devo dire che sta dando buone soddisfazioni. Col pay per click si atterra direttamente in questa landing page Pluribus


Per finire, siccome mi piace strizzare l’occhio alla contemporaneità, esempi eclatanti di marketing alternativo.
            
Tanto per gradire.
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Cartellone di un’agenzia di pompe funebri, metro di Londra.

E questo famosissimo video coca+mentos, che ha fatto il giro del mondo. Un’idea 0 cost dal risultato esplosivo, che in termini di fatturato e visibilità non può che aver giovato alle due già ultraleader companies

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