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Telefonino e Internet


Navigare” ovunque e sempre è la parola d’ordine del nuovo millennio.

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La possibilità di connettersi alla rete internet con un telefono cellulare non è sogno, è realtà che sta coinvolgendo sempre più persone, dai privati alle aziende. Le indagini parlano di quasi 11 milioni di soggetti che navigano on line con il dispositivo mobile.
La rivoluzione è legata alle applicazioni sviluppate per i vari dispositivi come i vari modelli e brand di cellulari e sucessivamente per smartphone.

L’annuncio di Telecom Italia dell’ampliamento della banda larga rappresenta un ulteriore aspetto di questa evoluzione ed i piani di sviluppo dei servizi internet forniti dall’azienda telefonica potranno rispondere a varie esigenze.
L’obiettivo primario è dare un buon servizio alle aziende e successivamente al consumer. 

Le PMI potranno inziare a fare pubblicità on line, ma non devono dimenticare che il cellulare è un “COSA PERSONALE”, quindi l’azienda non deve essere l’intrusa nella vita delle persone.

Le tendenze del mercato denotano un rallentamento sui servizi rivolti al “fisso”, mentre in controtendenza con l’aumento registrato per il mobile, infatti l’esplosione di schede e chiavette per il collegamento alla banda larga mobile è il fenomeno più evidente degli ultimi anni.
Le cifre registrate dalle indagine di mercato mettono il nostro paese al quinto posto sia per la domanda che per  l’offerta diservizi internet, e quest’ultima sta assistendo anche all’ingresso di competitor stranieri, capaci di proposte commerciali molto aggressive.

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Quindi gli operatori italiani delle telecomunicazioni devo ancora studiare meglio il mercato e agire di conseguenza se desiderano scalare la vetta.

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Wireless, ergo sum


Saremo come dei nomadi.
E non è un’offesa, bada bene.

Saremo dei nomadi perché ci sono quelle scoperte allucinanti, vedi connessioni wireless, blackberry evolutissimi coffee inclusive e interfacce superintelligenti che ci permetteranno –lo stanno già facendo- di muoverci dovunque, liberamente, sempre connessi.

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Wi-nomads e di Techno-bedouins, allora. Tutti insieme virtualmente. Lo aveva già detto Mc Luhan negli anni ’70 (strano, ha detto praticamente tutto quello che di media-socio-futuristico c’era da immaginare!!!) e lo hanno ripetuto nel ’95 Tsugio Makimoto e David Manners, autori del famosissimo Digital Nomad.

Lo ribadisce con forza  la testata inglese “The Economist”: a circa 10mila anni dalla trasformazione dei cacciatori-raccoglitori in agricoltori, si perderà la sedentarietà, si tornerà a non identificare in un solo punto gli elementi basilari per la sussistenza.
    
Proprio come i beduini, scrive Andreas Kluth sul settimanale britannico, non portano l’acqua con sé ma si spostano da un luogo all’altro dove sanno di poterla trovare, così i nomadi di oggi non portano con sé carta per scrivere e a volte neanche il computer. Bastano un Blackberry o un iPhone. Se serve una tastiera e una stampante la troveranno con facilità, e non importa se ci si sposti per un lungo viaggio o nell’ambito del quartiere: l’importante è che ovunque ci sia la possibilità di connettersi alla rete.
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Il nomadismo della rete cambia tutti i luoghi di incontro, le piazze sociali. Non c’è praticamente differenza fra l’essere connessi o il parlare reale.
L’inconveniente/ nuova realtà è un No sense of place, la perdita del senso della spazialità. Che se per molti costituisce un problema per altri non lo è per niente. Come per i protagonisti di Life nomadic , 2 ragazzi che hanno venduto tutto per seguire un istinto di nomadismo always connected. Girano il mondo e cercano connessioni wireless per far sapere al mondo come butta da un capo all’altro della terra. Mica male.

Pure noi, nel nostro piccolo, noi che amiamo ancora andare al mare e toccare l’acqua e fare castelli di sabbia con i nostri figli, vediamo questo cambiamento. Lo vediamo un po’ più velato, meno estremo, più utile e meno infelice. Magari più mail (noooooo!!) ma meno stress.

L’importante è essere pronti. Lavoriamo nel campo dell’information technology, un pro che si trasforma facilmente in contro, vista la velocità oltre il muro del suono del cambiamento.  Non resta che armarsi e partire, con gli strumenti a disposizione, cercando nuove possibili scenari, nuove tecnologie da far nostre e proporre alla nostra clientela.

Non sarebbe male così. Buongiorno wireless, nottenotte, ufficio

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