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COMPUTER GROSS ITALIA ED ATTIVA


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Infrastruttura…IT..flessibile


Stiamo arrivando alla fine di un 2009 orrido dove i mercati sono in continua evoluzione, le pressioni competitive ed i clienti  sempre più esigenti obbligano l’IT ad essere più  duttile e più veloce nel rispondere alle necessità del business.

Senza ovviamente perdere d’occhio i costi.

L’ obiettivo da raggiungere è l’efficienza nei processi e e la razionalizzazione dei costi.

La positività in alcuni aspetti è stata registrata grazie all’utilizzo di Internet.
La sua parte la occupa il direct marketing che trasferisce il 39% a Internet e si trasforma in direct email marketing, così come fanno i magazine (39%) e la Tv (25%), che comunque detiene il suo Stra-Potere.. Spostamenti giustificati dall’audience di Internet che è frequentata da 23 milioni di persone, il 43% della popolazione italiana.

Il pubblico è composto da persone comprese nelle fasce di età fra i 25-34 anni (20%), 35-49 (34%) e con un’eccellente presenza anche delle persone più adulte fra i 50 e i 64 anni (19%).

Come già sottolineato più volte i privati stanno investendo e continueranno a farlo nella nuova tecnologia, pur essendoci sempre un alta percentuale di utenti che temono ancora una forte ripercussione della recessione (per pochi il momento nero è terminato!), ma quello che ci sorprende è che le forze politiche non vogliono prendere a braccetto IT.

Infatti durante la tavola rotonda tenutasi allo Iab Forum, è emersa una serie di cose da fare, praticamente a costo zero che rappresenterebbero un segno di svolta importante per quanto riguarda l’attenzione del mondo della politica verso le nuove tecnologie, ma alla fine sono solo parole.

Non meraviglia leggere sui quotidiani le lamentele dei vari cittadini italiani che senza la “banda larga” si sentono “tagliati fuori”. Sono numerose le  esigenze professionali e di lavoro di singoli cittadini e di imprenditori piccoli e grandi, che ad oggi hanno problemi con gli operatori che forniscono connessioni adsl (le interminabili discussioni con operatori dei call center).
Ancora non stupisce se sottolineamo il digital divide – il ritardo del nostro paese quanto a infrastrutture di rete – colpisce sia chi vive e opera in montagna (in luoghi dove lo sviluppo delle reti anche tradizionali trova un ostacolo nell’orografia del territorio) sia chi sta in pianura e a pochi passi dalla città.

Probabilmente deve ancora nascere una vera cultura ad internet ed all’innovazione tecnologica, perchè Internet ed i pc non rappresentano solo un gioco o un  hobby, ma una strada che le PMI Italiane potrebbero e vorrebbero seguire, se adeguatamente supportante in tal senso per uscire dalla crisi.

Qualcuno conclude la propria lamentala dicendo “Servono ponti verso il mondo e non fra due terre”.

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Google ci sta monopolizzando????


Siamo ormai abituati a vivere il quotidiano con pc, internet e mail.
Il più grande colosso nel settore della rete è Google, che ha creato e sta creando sempre nuovi software per migliorare la nostra navigazione nell’immenso universo di internet.

In questo senso parliamo di monopolio, e quindi di una dimensione googlemondo.

E pian piano il “grande G” sta aprendo anche altre porte, come quella del sistema operativo.
E’ già dispobile il gioiello di casa Mountain View e questo fa un po’ tremare Microsoft, che da poco ha reso ufficiale la dispobilità di Seven.

Google Chrome OS  è il sistema operativo di Google, completamente gratuito e con il cuore di Linux edo pen source.

 
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Questo prodotto è destinato ai netbook, soprattuto è veloce e leggero, per portarci in rete a tempo di record.

Windows è la famiglia di sistemi operativi nati prima dell’era di Internet, quindi la nuova generazione deve muoversi lungo la linea di Google Chrome.

Quindi il panorama è circondato dalle lettere colorate di Google, che si pone come alterego di Microsoft.

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Bing, Microsoft contro Google!


www.bing.com è il link per accedere al nuovo membro della famiglia Microsoft: un motore di ricerca innovativo.

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Forse qualcosa in più di un semplice motore come lo sono Google e Yahoo.. Infatti Bing di Microsoft è stato definito come uno strumento decisionale, che attraverso i dati immessi dall’utente, lo guida nella ricerca per giungere al risultato.

“Aiuterà” l’utente “a prendere decisioni più rapide e più scaltre”.

Quotidianamente si registra un uso imprecisato dei motori di ricerca e i dati statistici rilevano che il 30% delle ricerche rimane senza risposta e quindi abbandonato ed il 66% delle ricerche richiede che l’utente faccia più tentativi per ottenere quanto voluto.

Chissà se Bing adesso prenderà una fetta di utenza di internet visto che troppo potere in una sola azienda non è mai ben ragionato, sembra infatti che negli Stati Uniti abbia raggiunto Yahoo e rosicchia terreno all’intoccabile Google! Ricordiamo però che il precedente lancio di Microsoft è stato Live.com e non ha avuto poi tanto successo, considerando che è stato sostituito da questa nuova versione beta che ha addirittura un nuovo nome, semplice e immediato. Per adesso la presentazione grafica è piacevole: invece della pagina candida e asciutta di Google, Bing parte con gli “effetti speciali”, un’immagine ad altissima risoluzione, che cambia a rotazione.

C’è da dire comunque che Bing è ancora in versione beta che trascina l’effetto novità, dobbiamo aspettare nei prossimi mesi la versione definitiva, per vedere un miglioramento del servizio e capire se da quel momento inizierà la fidelizzazione del cliente.

Una scia di opinionisti sostiene che “anche solo mettere in dubbio la leadership di big G per i prossimi anni sembra un’ipotesi davvero da scartare.

” Sicuramente Bing ha lanciato una ventata di freschezza in uno scenario che sta andando verso la statiticità”.

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Navigare in Internet ad ogni costo!


Ecco le parole d’ordine dei nostri giorni. Chi non naviga sembra essere

 “fuori degli schemi”.

I consumatori, privati ed aziende, stanno chiedendo di essere in grado di accedere alle informazioni con rapidità ed efficienza ovunque si trovino. E la larga banda mobile lo promette fin da subito.

Naturalmente la compagnie telefoniche, operatori ICT e mobili si sono coalizzati per fornire servizi a costi irrisori, con tecnologie avanzate. Ecco che è stato creato il consorzio Common Identity for Mobile Broadband CIMB, per aiutare
l’eco-sistema del Mobile Broadband ad espandersi fra i consumatori.

In Italia una ricerca Netconsulting (febbraio 2009) rivela come gli abbonamenti alla banda larga mobile abbiano registrato un incremento del 78% rispetto al 2008 e un’analisi di Idc (febbraio 2009) prevede che nel 2012 gli utenti di servizi di Mobile Broadband in Italia saranno oltre il doppio degli abbonati alla banda larga fissa.

Giorno dopo giorno ci giungono dai vari brand offerte imperdibili, una più conveniente dell’altra, tanto che i margini di differenza sono minimi.
Dalla fine degli anni ‘90 la rete broadband ha assunto il ruolo di fattore di innovazione per la rete mobile e ha rappresentato un ventaglio di opportunità per i provider di servizi, aumentandone la domanda, la competitività e la diffusione sul mercato.
Anno dopo anno la rete mobile conquista sempre più utenti e la richiesta di apparecchiature su cui fruire servizi e contenuti.

Ad esempio, iPhone 3G, il nuovo cellulare di Apple, entra in gioco nell’arena degli smartphone evoluti, quelli con avanzate capacità di connettività e con doti allo stato dell’arte per quanto riguarda la convergenza verso altri device.

SIGLA Ultimate è pronto ad entrare in scena grazie alla tecnologia Citrix di XenApp Fundamentals,  una soluzione middleware per le PMI, che dà l’accesso remoto alle applicazioni di Windows, ovunque ti trovi e in totale sicurezza con qualsiasi dispositivo wireless e mobile (anche non Windows) e con tutti i tipi di connessione.

Le previsioni che nell’Aprile 2005, fece l’amministratore delegato di Ericsson, che la larga banda mobile avrebbe rappresentato una nuova opportunità di business con un notevole potenziale e una grande attrattiva per il mercato di massa e business, si stanno rilevando veritiere.

Sembra proprio che lo scenario del Mobile Broadband sia una “controtendenza” rispetto alla crisi economica, una nicchia del mercato ICT e della telecomunicazioni che sta raggiungendo l’apice della curva di crescita e noi stiamo seguendo l’onda.

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L’e-commerce in Italia vola alto


La crisi che ci avvolge non farà crescere il fatturato 2009 delle vendite online, che manifesteranno una situazione stabile.
La stabilità è legata alla crescita degli ordini e alla diminuizione del valore medio dello scontrino.
Da un lato ci sono settori che hanno registrato regressioni come i viaggi, i servizi di ticketing, il c2c e le ricariche, ma dall’altro spiccano il volo i dati per i prodotti e le assicurazioni.

In italia, secondo un’ indagine de School Of Management del Politecnico di Milano, l’e-commerce B2C è cresciuto nel 2008 del 18%. Un dato soddisfacente, se pensiamo che la connessione internet nella rete italiana è estesa solo al 52% (in Belgio invece conta il 98%). Ed anche qui si parla di BOOM per le connessioni ADSL.
Tra gli 11 e i 74 anni, gli utenti italiani dicono di avere un accesso a internet da qualsiasi luogo, casa, studio e ufficio, e attraverso qualsiasi dispositivo.
Il 46,1% naviga per cercare informazioni di qualsiasi tipo, semplificare pratiche e procedure usufruendo di servizi a distanza (26,8%) e per allietare studio e lavoro (22,7%), essere aggiornati in tempo reale sui fatti di cronaca (22,4%) o entrare nel mondo dei social network, in contatto con amici, conoscenti e persone di tutto il mondo (18,5%).
Quindi è con molto piacere che sottolineamo, in seguito al convegno di Netcomm, che l’Italia corre a tassi di crescita superiori all’Europa e agli Stati Uniti.

L’e-commerce italiano non conosce crisi.

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Ma c’è  uno zoccolo duro che ancora non si è convinto a diventare un navigatore: chi non usa internet, afferma di non avere le competenze o di non essere interessato. 

Quindi è necessaria un’azione di forte convincimento per queste persone che non amano ancora il secondo mondo: il web.

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Buoncompleannno Web!


Proprio in questa data di ben 20 anni fa, 1989 l’inglese Sir Berners-Lee mostrò al suo supervisore al CERN Mike Sendall, a Ginevra, un sistema di ipertesti, in cui le  singole parole potevano essere utilizzate per creare legami con altri testi in altri computer. Queste sono le radici del I primi test del WWW risalgono alla primavera 1991.

La ‘rivoluzione’ del Web comincia, pero’, solo nel 1993, quando viene creato ‘Mosaic’, il primo Browser, il programma per ‘sfogliare’ le pagine web.con Mosaic, il primo browser. Il primo report di Netcraft nel settembre 2000 censiva appena 20 milioni di siti. Nel novembre 2006 è stata oltrepassata la boa dei cento milioni di siti Web su Internet (Internet invece nacque da Arpanet, nel 1969).  Oggi siamo a quota 215 milioni (esclusi i blog). L’avventura era partita con 130 siti nel ’93.
 
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Se l’obiettivo dei siti era di fornire un servizio di scambio informazioni fra ricercatori, oggi il focus è letteralmente modificato: qualsiai persona può viaggiare in rete alla ricerca di informazioni, dalla casalinga al professionista, dal giovane all’anziano.

In poche parole un modo nuovo di vivere il quotidiano!
Si tratta però di una ragnatela perenne che ci sta avvolgendo fino a cancellare le nostre identità. Infatti la nostra stessa vita, le abitudini, i costumi, le scelte quotidiani vengono controllate, supervisionate. Per noi non esiste più privacy nè sicurezza.

Stiamo ben attenti a come ci muovaimo.

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Software e Salute


Due parole tanto diverse eppure in simbiosi tra loro.
Vediamo come questo sia possibile.

L’idea è legata alla politica sanitaria del governo Obama: IBM e Google stanno collaborando per la costruzione di un “servizio sanitario telematico”.

Infatti IBM ha prodotto un software che grazie ai servizi di Google, consentirà di raccogliere i dati direttamente dai pazienti e resi consultabili in tempo reale, rispettando i “paletti” posti dalla legge sulla privacy.

La cosa che più entusiasma è il fatto che IBM si impegnerà nella creazione di strumenti e dispositivi per rilevare battito cardiaco, pressione e composizione saguigna, e altri dati sullo stato di salute di una persona. La rilevazione di questi dati sull’utente e la trasmissione in rete, aggiornando il database di Google Health (www.google.com/health), avverranno quasi contemporanamente. Le informazioni saranno consultabile via internet indipendentemente dal luogo, ora e persona.

Allora è ovvia l’esclamazione : “si tratta di realtà o fantascienza?”.

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2009 crisi economica e marketing


L’anno della crisi, il 2009, sembra mettere un’ombra anche sulle leve del marketing:
1- il brand dell’azienda
2- target di clienti con bisogni espressi         
3- far emergere un bisogno inesistente

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I canali tradizionali istituzionali e monodirezionali (tv, giornali, radio,ecc) risultano incidere troppo sui budget aziendali, ed allora come fare? stare senza pubblicità significa non vendere, non stimolare bisogni che il prodotto X od il servizio Y possono soddisfare, ed allora, la crisi prende davvero il sopravvento….?

Non dobbiamo farci assalire dalle fobie della parola crisi, al nostro fianco abbiamo l’amico Internet (che crea
sonnambulismo nelle buone casalinghe), e quindi le nostre 4 P (Prodotto, Prezzo, Place – Distribuzione, Promotion)
rientrano in aziende e cambiano un po’ il loro aspetto.
La rete è infatti il principale fornitore di informazioni: quotidianamente con motori di ricerca cerchiamo risposte ai nostri problemi e poi ci sono i social networks.

Dobbiamo muoversi attraverso internet che ha un costo irrisorio, non disturba l’aspetto finanziario e le stesse PMI
possono fare marketing. Un piccolo sito, una mail, qualche parola che possa essere ripescata nelle ricerche internettiane è un modo per affermare il proprio brand, creare associazionismo e dare una risposta al bisogno umano.

Se nessuno se ne fosse ancora accorto, Pluribus già ha intrapreso con successo questa strada,  e continuerà a valorizzare al massimo gli strumenti della rete per il suo marketing.

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Facebook: Sito in crescita da gestire


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Si tratta di un sito di social networking che cresce ogni giorno, si parla di 2 Terabyte di dati. Le cifre colossali sono dovute anche alle immagini e video che gli utenti caricano su questo sito.

In Facebook non c’è nulla di più normale nel gestire 600 mila nuove adesioni giornaliere. Con questo tasso di crescita a marzo FB potrebbe rapidamente arrivare a dovere gestire 200 milioni di utenti. Ricordiamo che in italia nel 2008 il tasso di crescita degli utenti Facebook è stato del 2900%

Ma la gestione di grandi numeri non è per niente semplice!
Infatti il problema delle Internet Company è la scalabilità del data center, riuscire a trovare un modello di sviluppo sostenibile con la crescita giornaliera di bits and bytes e di numero di utenti.

La partecipazione degli utenti è la vita dello stesso Facebook, si tratta di un servizio web 2.0, dove gli internauti si scambiano informazioni, contatti, intraprendono un processo di conoscenza reciproca e producono contenuti.

Il tutto fino a quando un nuovo sito di società non prenderà il posto di Facebook ed i conti dovranno esser fatti per un nuovo “social face”.

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