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iPhone 3G is coming


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“Un telefono rivoluzionario, un iPod widescreen e uno straordinario dispositivo Internet con e-mail in formato HTML e navigazione web completa.”

 

Questa la definizione del nuovo iPhone 3G . In tutto il mondo febbre da cavallo per l’attesa, stringere i denti che manca poco. L’11 luglio potrete avere il giocattolino nuovo.

 

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Intanto infiamma la polemica per i piani tariffari previsti per l’Italia. Su iPhone Affossato, potete leggere il manifesto dell’indignazione:

“Con questa petizione vogliamo dichiarare la nostra indignazione contro la politica tariffaria che TIM e Vodafone hanno deciso di applicare nella vendita dell’iPhone 3G. Abbiamo atteso oltre 1 anno e mezzo per avere l’iPhone in Italia, esattamente dal gennaio del 2007, quando Apple lo lanciò per poi venderlo a giugno solo per gli USA”

Ed è dell’ultima ora la notizia che 3 italia scenderà in campo con tariffe più abbordabili

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Intanto il glamour riveste il tesoro ultratech: se volete, custodia di Louis Vuitton per voi, in 4 modelli. Anche lì mettiti in fila, le liste d’attesa non sono lunghe, di più.

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Idee ecocompatibili, futuro tecnosostenibile


 Dal blog Futuro Prossimo, attento alle tematiche ambientali e futuri il più possibile friendly, una serie di novità che si approcciano al nostro continuo divenire in materia ultratech.

La stampante che cancella e riscrive:

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Con video correlato a seguire:

La ipen

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L’utilità di un oggetto a prima vista completamente inutile, dal design tipicamente anni ’60 (ricorda la Ball Chair di Eeri Aarnio,  simbolo del bivacco mod style )

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Da instancabili menti nomadi sempre in movimento a movimenti di gente che il sabato sera fa la vita nomade: la pista da ballo che crea energia.

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e con questa perlina vacanzestiva, buon fine settimana.

Chapeau!

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Il consumatore 2.0? sa tutto, legge tutto, non tentare di fregarlo


 

Nella prima metà del XX seco molti sociologi si trovarono d’accordo nel sostenere la Teoria dell’ago ipodermico (dall’inglese The Magic Bullet Theory ), secondo la quale i mass media sono potenti strumenti persuasivi che agiscono direttamente su di una massa passiva e inerte.
In pratica, il messaggio sparato dal medium viene iniettato direttamente nel cervello del ricevente, il quale ha un ruolo del tutto passivo.
MITTENTE–>MESSAGGIO–>DESTINATARIO, that’s all.

HOMER (Simpson), dunque, DOCET ?

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No.

Ora, il discorso è un tantino delicato e detto così si sacrificano secoli di studi sull’effetto dell’esposizione ai media, tonnellate di libri e termini cari a professoroni e affiliati della materia che vengono coniati e modificati con la modalità “un tanto al chilo” (la moltitudine delle definizioni non è direttamente proporzionale alla longevità, nel mondo sociologico).

Più semplicemente, scremo l’argomento e convergo nell’ottica che a noi più interessa, quella business oriented. (agisco con il KISS, Keep It Simple & Stupid, una delle regole auree del web, zan zan)

Dicevo: Homer docet? Il cliente si beve tutto quello che gli dai? È consapevole o ci sono escamotage di bassa lega che ancora funzionano?

La risposta, che ve la dico a fare, è quella scritta 10 righe sopra: NO.

Proprio per questo, L’’IBM Institute For Business Value ha pubblicato (dicembre 2007) un rapporto che identifica i nuovi soggetti economici, diversi da quelli tradizionalmente conosciuti.
Il rapporto, condotto su un campione di 16.900 consumatori nel corso dell’intero 2007, sottolineava come proprio nell’anno 2008 la categoria dell‘Omni Consumer (ovvero Onnipotente, che ha la facoltà e la capacità di filtrare i messaggi e le informazioni che riceve; Onnipresente, in quanto effettua i propri acquisti attraverso un numero sempre maggiore e diverso di canali; Onnivoro più che mai aperto all’acquisto di una vasta gamma di prodotti; Omnifarious, ovvero che non si accontenta di belle confezioni e descrizioni) avrebbe trovato definitiva consacrazione.
La ricerca svolta dalla casa di Armonk ha identificato le modalità secondo le quali i processi di acquisto da parte dei consumatori si sono modificati.

– La disponibilità di informazioni sulle pagine web e nei siti di social networking
– acquisto online (incremento del 50%!)
– servizi alla persona (vedi chiostri multimediali, informazioni a gogo, metodi di tracciabilità efficienti
Questo Omni Consumer, alla fine della fiera, non lo freghi. Sa tutto. Attenzione dunque, informarsi viene prima di tutto

per approfondire

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Il dominio è mio e me lo scelgo io


È vero che gli indirizzi stanno finendo, ma la notizia fa di per sé un po’ pensare. Genera confusione mentale, anche a me che fomento novità e modi di comunicare sempre diversi.

Giovedì l’Icann, la società che assegna nomi e numeri identificativi sul web, decidera’ se modificare le ferree regole che attualmente ci sono sui domini, attualmente limitati a singoli paesi, come .uk (Gran Bretagna) o .it (Italia), al commercio come .com, e alle organizzazioni istituzionali, come .net o .org. Ogni persona fisica potrà registrare un dominio sulla base del proprio nome, mentre le compagnie potranno registrare facilmente indirizzi legati al contenuto del settore in cui operano.

Scene come queste non avverranno più, ecco tutto.

Messa così, potrebbe trattarsi di una delle più grandi trasformazioni della rete negli ultimi anni. A partire dal 2009, 1,3 miliardi di internauti potrebbero essere liberi di dare il nome che più li aggrada all’estensione del loro sito. Le grandi città e i grandi gruppi economici avranno una loro sigla…tutti avranno nome e cognome…i siti porno si prnederanno finalmente l’xxx…finiremo tutti pazzi e nevrotici perché incapaci anche solo di ricordare un minuscolo indirizzo. rete che verrà sarà poliglotta e personalizzata fino all’inverosimile. Ci saranno anche cirillico e cinese.
Bene bene bene. Attendiamo giovedì va

via Repubblica

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Social media optimization, welcome to the jungle


Oggi ritorniamo a parlare del fantastico mondo dei social media. Non in chiave gossippara, né in chiave psico-sociopatoca , ma da un punto di vista squisitamente marketing.
Qualche tempo fa searchengineland.com ha elencato 10 passi per raggiungere ottimi risultati nel 2008. Qualche tempo dopo, il buon onemarketing li ha misericordiosamente tradotti in italiano. No excuse quindi, né per i pigri nè per gli anglofobici.
Eccoli qui i dieci punti, copiati pari pari

 
1-Connettiti: aggiungi due contatti a settimana nella tua rete di social network più affini al tuo target, come per esempio Linkedin, Facebook e (aggiungiamo noi) Xing;
2-Partecipa a forum: trova un forum in linea al tuo target e condividi con esso idee, nuovi prodotti e i tuoi servizi;
3-Segui i blog: cerca blog interessanti e leggi quotidianamente i feed cercando di commentare i post che ti sono piaciuti ed esprimi la tua opinione;
4-Cerca gli opinion leader e cerca di capire chi sono i soggetti più attivi e più influenti in rete, contattali e coinvolgili nei tuoi progetti;
5-Crea e viralizza contenuti sui servizi di condivisione UGC (YouTube, SlideShare, Flickr, ecc);
6-Pensa globalmente: traduci i tuoi contenuti anche su siti non nella tua lingua;
7-Risparmia tempo: utilizza Social Network che possono generare traffico verso i tuoi contenuti o le tue iniziative;
8-Rispondi a commenti, partecipa a servizi come Yahoo Answer;
9-Segui le conversazioni: utilizza strumenti quali Google Blog Search e Technorati per capire cosa si dice in giro di te o della tua azienda o dei tuoi contenuti;
10-Scrivi opinioni e recensioni: cerca siti, blog e servizi di condivisione di opinioni dove si parla di te, dei tuoi prodotti o della tua azienda e scrivi tu per primo un’opinione in merito.

Da questa tendenza web oriented stanno nascendo (com’è chiaro) figure sempre più distinte: un esempio è colui che si occupa di social media optimization. “l’ottimizzatore” di social media è in parole povere uno smanettatore incallito, tastierista di professione, creativo e sempre informato. Si occupa di pubblicizzare nei vari fori imperiali della comunicazione il proprio prodotto. Usa tutto l’immaginabile: viral marketing, facebook, myspace, Flickr, you tube. Si occupa di feed e segnalibri. Fa in modo che milioni di link circolino intorno al nome dell’azienda prodotto che ha in incarico. È blogger, quasi sempre. Ci crede, forse troppo, che c’entra fa bene perché investe se stesso e la propria professionalità nel futuro.

Altri consigli home made/media outsider li potete trovare su Social Media Marketing – I Consigli Di Massimo Burgio Per I Principianti.

Il consiglio finale: essere presenti dovunque, attivi, freschi. Il costo: passare le notti in bianco. Se poi si perde il senso della realtà, vietato lamentarsi. Pure.

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Come usare il web 2.0 nelle imprese
“non hai letto il mio post nel blog? Ti ho licenziato ieri

(parte 1: comunicate con i vostri impiegati)

fonte: exceler8ion

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Wireless, ergo sum


Saremo come dei nomadi.
E non è un’offesa, bada bene.

Saremo dei nomadi perché ci sono quelle scoperte allucinanti, vedi connessioni wireless, blackberry evolutissimi coffee inclusive e interfacce superintelligenti che ci permetteranno –lo stanno già facendo- di muoverci dovunque, liberamente, sempre connessi.

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Wi-nomads e di Techno-bedouins, allora. Tutti insieme virtualmente. Lo aveva già detto Mc Luhan negli anni ’70 (strano, ha detto praticamente tutto quello che di media-socio-futuristico c’era da immaginare!!!) e lo hanno ripetuto nel ’95 Tsugio Makimoto e David Manners, autori del famosissimo Digital Nomad.

Lo ribadisce con forza  la testata inglese “The Economist”: a circa 10mila anni dalla trasformazione dei cacciatori-raccoglitori in agricoltori, si perderà la sedentarietà, si tornerà a non identificare in un solo punto gli elementi basilari per la sussistenza.
    
Proprio come i beduini, scrive Andreas Kluth sul settimanale britannico, non portano l’acqua con sé ma si spostano da un luogo all’altro dove sanno di poterla trovare, così i nomadi di oggi non portano con sé carta per scrivere e a volte neanche il computer. Bastano un Blackberry o un iPhone. Se serve una tastiera e una stampante la troveranno con facilità, e non importa se ci si sposti per un lungo viaggio o nell’ambito del quartiere: l’importante è che ovunque ci sia la possibilità di connettersi alla rete.
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Il nomadismo della rete cambia tutti i luoghi di incontro, le piazze sociali. Non c’è praticamente differenza fra l’essere connessi o il parlare reale.
L’inconveniente/ nuova realtà è un No sense of place, la perdita del senso della spazialità. Che se per molti costituisce un problema per altri non lo è per niente. Come per i protagonisti di Life nomadic , 2 ragazzi che hanno venduto tutto per seguire un istinto di nomadismo always connected. Girano il mondo e cercano connessioni wireless per far sapere al mondo come butta da un capo all’altro della terra. Mica male.

Pure noi, nel nostro piccolo, noi che amiamo ancora andare al mare e toccare l’acqua e fare castelli di sabbia con i nostri figli, vediamo questo cambiamento. Lo vediamo un po’ più velato, meno estremo, più utile e meno infelice. Magari più mail (noooooo!!) ma meno stress.

L’importante è essere pronti. Lavoriamo nel campo dell’information technology, un pro che si trasforma facilmente in contro, vista la velocità oltre il muro del suono del cambiamento.  Non resta che armarsi e partire, con gli strumenti a disposizione, cercando nuove possibili scenari, nuove tecnologie da far nostre e proporre alla nostra clientela.

Non sarebbe male così. Buongiorno wireless, nottenotte, ufficio

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Microsoft Surface, storie dell’altro mondo


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Microsoft Surface è un tavolo multimediale rivoluzionario che interagisce con gli utenti senza l’uso della tastiera e del mouse, ma con il suo piano touch screen. è in grado di connettersi con i più svariati dispositivi digitali come lettori mp3, fotocamere, cellulari,. Increduli? Ecco il video di presentazione  

Non vi credete che il tutto finisca con la storiella di questo tavolo luminoso che con la lieve pressione delle dita costruisce mondi strabilianti, fatti di suoni, immagini, filmati. Surface potrebbe avere strabilianti applicazioni.

Esempi:

 Il 17 Aprile, alcuni negozi americani, partner di AT&T, presenti nelle città di New York City, Atlanta, San Antonio e San Francisco, si avvarranno per la prima volta di questa tecnologia a scopo commerciale. Surface permetterà di controllare le caratteristiche dei telefoni cellulari in vendita o consentirà un confronto interattivo tra più telefoni. (fonte: notebookitalia)

Image and video hosting by TinyPicC’è addirittura chi bisbiglia di un futuro Surface a forma sferica…sperando che non sia una palla/balla, immagina la potenzialità di un oggetto di tali caratteristiche, magari, anzi sicuramente integrato con Microsoft virtual Earth, il software microsoft che funziona come goggle earth, ma ti permette di vedere palazzi in 3d…………..cool!!        

 

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Per concludere, vorrei sottolineare la nostra avanguardia: l’anno scorso, al Forum Pluribus, annunciammo il vociferare di questa fantastica diavoleria…20 giorni dopo, la magica uscita! Il Forum è questo e molto altro….oltre alla brandizzazione c’è di più, molto di più insomma     

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