Archivi categoria: permission marketing

L’INNOVAZIONE IT NELLE IMPRESE ITALIANE


Image and video hosting by TinyPic

Un piccolo slancio per la speranza della ripresa economica può essere confermato a pieno dalla voglia
di innovazione tecnologica del Made in Italy.
Infatti alla chiusura del terzo bando nell’ambito del Programma di innovazione Industria 2015 è stata registrata un’alta partecipazione con ben 429 progetti sono stati presentati da oltre 3000 imprese e 1000 centri di ricerca.

Nelle ultime indagine è emerso un cambio di strategie delle imprese, in particolare delle PMI (www.pmi.it), impegnate
negli investimenti in nuove tecnologie per crescere e competere sul mercato.
I progetti presentati hanno quindi portato alla creazione di ampi partenariati tra imprese e centri di ricerca e alla creazione di nuove filiere produttive che mettono insieme settori molto diversi tra loro.

Naturalmente dobbiamo trovare anche gli aiuti finanziari per sostenere i progetti del Made in Italy. Quanti e Quali?

Lascia un commento

Archiviato in applicazioni salva vita, e-book, ecommerce, innovation technology, nuovi media, pensare l'IT sociologicamente, permission marketing, politecnico di Milnao, preparare l'impresa, search engine marketing, tecnopatologie

mail, interrupt marketing, permission marketing


Oggi introduco un libro che ho conosciuto tramite one marketing  e che poi ho sfogliato in seguito, davanti a un caffè in libreria. Si chiama Permission Marketing, di Seth Godin.

Permission Marketing  lo si può tradurre in italiano con “il marketing del consenso”, ovvero un modo di comunicare consapevole, mirato, capace di attirare la vera attenzione del cliente. Lontano dal bombardamento sulla folla, chiamato Interrupt Marketing (quello diventato ormai tradizionale, fatto di direct marketing, email marketing, spot pubblicitario ecc.).
L’obiettivo del permission marketing è Turning strangers into friends and friends into customers” ovvero “Convertire gli estranei in amici e gli amici in clienti”.

 Il marketing invasivo continua comunque ad essere un grande protagonista nel grande mercato della saturazione markettara. Vedi i dati dell’ultimo rapporto di ContactLab e di Kiwari .

Si parla di email:
“Cinquanta milioni di caselle di posta (2,6 per utente Internet) con quasi venti messaggi inviati quotidianamente da ogni utente sono i dati principali indicati dal rapporto che indica le donne e le persone nella fascia di età fra 35-54 anni come i più assidui utilizzatori dell’e-mail che non viene utilizzata solo tramite il pc, ma anche grazie ad altri device come cellulari o Blackberry.

Il 17% dell’utenza Internet settimanale dichiara di avere accesso alla mail con dispositivi mobili, per complessivi 3,3 milioni di individui. Inoltre solo il 4% degli utenti dichiara di non essere iscritto ad alcuna mailing list per il quale oltre il 50% degli utenti si iscrive con l’indirizzo principale.
Il 44% ha attivato il caricamento delle immagini di default, il 15% le rifiuta e circa il 40% lo fa manualmente. Due terzi degli utenti non aprono le mail di dubbia provenienza, il 35% utilizza la cartella antispam e in molti ricorrono all’unsubscribe quando la mailing list non interessa più.”

Insomma, sembra che il mondo-newsletter vada bene, benino tòh.

1 Commento

Archiviato in permission marketing