Archivi categoria: pensare l’IT sociologicamente

SIGLA IL GESTIONALE PAPERLESS


Con il rilascio del modulo SIGLA Green Pack, il nostro gestionale è diventato paperless.

Infatti, abbiamo sviluppato due applicazioni in ambiente web che permettono all’utente SIGLA di ricercare tutte le stampe, salvate in pdf, da un semplice browser.

Inoltre queste applicazioni sono fruibili anche tramite i nuovi dispositivi, come iPad, iPhone e tablet su piattaforma Android.

Riportiamo di seguito il filmato delle nuove funzionalità:

a.innocenti@deltaphi.it

Lascia un commento

Archiviato in applicazioni salva vita, Basilea 2, business intelligence, casi di successo, certificazione, Codice Identificativo di Gara, Codice Identificativo di Gara (CIG), Codice Unico di Progetto (CUP), Codifica, conoscenza, cup, Economia, Eventi, Forum, google world, Grandi personaggi del mondo IT, innovation technology, iphone, Microhoo, microsoft, pari opprotunità, pay per click, pensare l'IT sociologicamente, preparare l'impresa, sigla, web 2.0

Insonnia da PC!


Ieri ho letto un articolo molto simpatico sul quale vale la pena meditare.
Sembra che una donna spagnola di circa 45 anni sia stata colpita da sonnambulismo, e fin qui tutto al posto,
ma la cosa sconcertante è che il suo disturbo del sonno è legato all’utilizzo del pc.
La donna si è alzata, ha accesso il suo pc e nel bel mezzo della notta ha cominciato
ad inviare mail ai suoi amici invitandoli a casa sua.

Tutti i giorni assistiamo a persone che soffrono di disturbi del sonno, l’insonnia
che non ci lascia mai, sonni agitati, e le ore notturne scorrono senza che noi
riusciamo a riposare. Ma il sonnambulismo della signora spagnola è veramente
da manuale, infatti è stato definito “zzz.mail”.

Allora non ci resta che mettersi davanti al pc e magari entrare nel conto on-line per effettuare bonifici alla rinfusa, per poi al mattino vedere che il nostro conto è ROSSO!

Meglio evitare,  anzi consiglio di dormire nel proprio letto!
Però sarebbe davvero curioso aprire un forum di discussione su questo argomento, cosa ne dite?

Lascia un commento

Archiviato in pensare l'IT sociologicamente, tecnopatologie

L’INNOVAZIONE IT NELLE IMPRESE ITALIANE


Image and video hosting by TinyPic

Un piccolo slancio per la speranza della ripresa economica può essere confermato a pieno dalla voglia
di innovazione tecnologica del Made in Italy.
Infatti alla chiusura del terzo bando nell’ambito del Programma di innovazione Industria 2015 è stata registrata un’alta partecipazione con ben 429 progetti sono stati presentati da oltre 3000 imprese e 1000 centri di ricerca.

Nelle ultime indagine è emerso un cambio di strategie delle imprese, in particolare delle PMI (www.pmi.it), impegnate
negli investimenti in nuove tecnologie per crescere e competere sul mercato.
I progetti presentati hanno quindi portato alla creazione di ampi partenariati tra imprese e centri di ricerca e alla creazione di nuove filiere produttive che mettono insieme settori molto diversi tra loro.

Naturalmente dobbiamo trovare anche gli aiuti finanziari per sostenere i progetti del Made in Italy. Quanti e Quali?

Lascia un commento

Archiviato in applicazioni salva vita, e-book, ecommerce, innovation technology, nuovi media, pensare l'IT sociologicamente, permission marketing, politecnico di Milnao, preparare l'impresa, search engine marketing, tecnopatologie

Il consumatore 2.0? sa tutto, legge tutto, non tentare di fregarlo


 

Nella prima metà del XX seco molti sociologi si trovarono d’accordo nel sostenere la Teoria dell’ago ipodermico (dall’inglese The Magic Bullet Theory ), secondo la quale i mass media sono potenti strumenti persuasivi che agiscono direttamente su di una massa passiva e inerte.
In pratica, il messaggio sparato dal medium viene iniettato direttamente nel cervello del ricevente, il quale ha un ruolo del tutto passivo.
MITTENTE–>MESSAGGIO–>DESTINATARIO, that’s all.

HOMER (Simpson), dunque, DOCET ?

Image and video hosting by TinyPic

No.

Ora, il discorso è un tantino delicato e detto così si sacrificano secoli di studi sull’effetto dell’esposizione ai media, tonnellate di libri e termini cari a professoroni e affiliati della materia che vengono coniati e modificati con la modalità “un tanto al chilo” (la moltitudine delle definizioni non è direttamente proporzionale alla longevità, nel mondo sociologico).

Più semplicemente, scremo l’argomento e convergo nell’ottica che a noi più interessa, quella business oriented. (agisco con il KISS, Keep It Simple & Stupid, una delle regole auree del web, zan zan)

Dicevo: Homer docet? Il cliente si beve tutto quello che gli dai? È consapevole o ci sono escamotage di bassa lega che ancora funzionano?

La risposta, che ve la dico a fare, è quella scritta 10 righe sopra: NO.

Proprio per questo, L’’IBM Institute For Business Value ha pubblicato (dicembre 2007) un rapporto che identifica i nuovi soggetti economici, diversi da quelli tradizionalmente conosciuti.
Il rapporto, condotto su un campione di 16.900 consumatori nel corso dell’intero 2007, sottolineava come proprio nell’anno 2008 la categoria dell‘Omni Consumer (ovvero Onnipotente, che ha la facoltà e la capacità di filtrare i messaggi e le informazioni che riceve; Onnipresente, in quanto effettua i propri acquisti attraverso un numero sempre maggiore e diverso di canali; Onnivoro più che mai aperto all’acquisto di una vasta gamma di prodotti; Omnifarious, ovvero che non si accontenta di belle confezioni e descrizioni) avrebbe trovato definitiva consacrazione.
La ricerca svolta dalla casa di Armonk ha identificato le modalità secondo le quali i processi di acquisto da parte dei consumatori si sono modificati.

– La disponibilità di informazioni sulle pagine web e nei siti di social networking
– acquisto online (incremento del 50%!)
– servizi alla persona (vedi chiostri multimediali, informazioni a gogo, metodi di tracciabilità efficienti
Questo Omni Consumer, alla fine della fiera, non lo freghi. Sa tutto. Attenzione dunque, informarsi viene prima di tutto

per approfondire

Lascia un commento

Archiviato in IBM, it, nuovi media, pensare l'IT sociologicamente, social network, ultra tech, web 2.0