Archivi del mese: luglio 2008

Quando il blog va in vacanza…


 Ci si trascina tasto dopo tasto in una irrimandabile sequenza di email pesantissime da comporre. Sempre pronti per il countdown, sempre con la parolina “ferie” che scivola nei discorsi.

Ne abbiamo bisogno un po’ tutti via, inutile nasconderlo. è tempo di riposo, senza mezzi termini.

Come tutti allora, mandiamo in vacanza per un po’ anche questo cervello markettaro/high tech.

Ci rivedremo a settembre.

Saremo scintillanti.

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buone vacanze!

Lo staff di Sigla

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wifi municipalizzato: Arezzo acclama il progetto Fon


Nascerà ad Arezzo entro l’estate la prima rete WiFi municipale italiana, basata sulla condivisione della connessione a Internet tra utenti.

L’iniziativa è frutto della collaborazione tra il Comune toscano e Fon, la più grande Community WiFi nel mondo. Tutti gli aretini che lo vorranno, potranno diventare Foneros, ovvero membri della community mondiale di FON, e condividere con gli altri la propria connessione a banda larga: in questo modo, con l’installazione di appositi router (le Fonere) nelle proprie abitazioni, ognuno contribuirà alla diffusione del segnale in tutta la città. Inoltre, il municipio farà installare numerosi Hotspot in zone ‘strategiche’ del comprensorio, che consentiranno la connessione gratuita al web, garantendo così la ‘copertura’ di tutto il territorio cittadino.

Per essere sempre iper informati sulla rete fon, visita il

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Ibm lotus foundation start, come avere un software gestionale in 30 minuti


Un’altra furbata da IBM.
Nell’ambito del Blue Business Platform, il progetto dedicato alle PMI che offre un’opportunità unica a tutte quelle imprese che non dispongono del tempo e delle risorse necessarie per gestire i sistemi informatici, si inserisce un nuovo prodotto, IBM Lotus Foundations

Il suddetto è un software server ideato per le aziende a partire da 5 dipendenti in su. La novità sta nel fatto che basta inserire il cd e in soli 30 minuti si installa e si configura in modo automatico, senza bisogno dell’intervento di un tecnico IT.

Consente di gestire le patch senza problemi, di amministrare da remoto e di effettuare operazioni di recovery in soli 5 minuti.

E’ basato su Linux e supporta Client Windows, Linux e MAC.
Da luglio è disponibile in italiano

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Ribaltiamo il prodotto in vantaggi?
Bene, eccone alcuni

– Fornisce il software necessario ad una piccola impresa in un unico pacchetto.
– Consente alle aziende di risparmiare tempo e costi grazie al vantaggio di un’unica auto-gestione e auto-configurazione di server.
– Facilmente implementabile per garantire la sicurezza e per collegare l’organizzazione ad Internet o verso l’esterno (filiali, partner, fornitori, clienti ecc…).
– Può essere amministrato in remoto da un semplice Browser.
– Protegge i dati elettronici critici e riservati, senza l’acquisto di costosi software di terze parti.
– Consente il recupero completo del sistema in pochi minuti senza l’ausilio di personale IT.

Se li volete tutti, traduceteveli, aimhè, dall’inglese, direttamente dal sito IBM

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pay as you go, nuova proposta Microsoft


Pay as you go. Paghi quanto consumi. Mica male, come idea. La lancia Microsoft, e include Exchange Online, SharePoint Online, Communications Online, Live Meeting e Microsoft Dynamics Crm Online.

Il primo pacchetto di offerta, presentato ieri a Houston e disponibile per ora solo negli Stati Uniti, offre per 15 dollari al mese per ciascun utente Exchange Online per posta elettronica e calendari desktop e mobili con Outlook Web Access e completa integrazione con Office Outlook, Office SharePoint Online per portali, collaborazione, ricerca e siti personalizzati del team, Office Communications Online per messaggistica istantanea e presenza, Office Live Meeting per conferenze e videoconferenze sul Web.

Per gli utenti mobili, invece, sono stati presentati Online Deskless Worker e SharePoint Online Deskless Worker, due servizi uniti in una suite che sarà disponibile negli Stati Uniti al costo di 3 dollari per utente, al mese.

Tutti i servizi saranno anche accessibili singolarmente.

Microsoft ha anche annunciato i termini di rewarding delle rete dei suoi partner che rivenderanno gli Online Services. Si parla di 12% del prezzo del primo anno di contratto e un ulteriore 6% del costo dell’abbonamento in corso.
Annunciando il primo gruppo di partner già certificati per la vendita dei Servizi Online (tra questi Accenture, Atos Origin BT Group, Getronics, Unisys), Microsoft ha anche reso nota la disponibilità di Quickstart per i Servizi in linea di Microsoft, uno strumento che offre tutte le indicazioni necessarie per scoprire, iscriversi e attivare i servizi.

Via 01net

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mail, interrupt marketing, permission marketing


Oggi introduco un libro che ho conosciuto tramite one marketing  e che poi ho sfogliato in seguito, davanti a un caffè in libreria. Si chiama Permission Marketing, di Seth Godin.

Permission Marketing  lo si può tradurre in italiano con “il marketing del consenso”, ovvero un modo di comunicare consapevole, mirato, capace di attirare la vera attenzione del cliente. Lontano dal bombardamento sulla folla, chiamato Interrupt Marketing (quello diventato ormai tradizionale, fatto di direct marketing, email marketing, spot pubblicitario ecc.).
L’obiettivo del permission marketing è Turning strangers into friends and friends into customers” ovvero “Convertire gli estranei in amici e gli amici in clienti”.

 Il marketing invasivo continua comunque ad essere un grande protagonista nel grande mercato della saturazione markettara. Vedi i dati dell’ultimo rapporto di ContactLab e di Kiwari .

Si parla di email:
“Cinquanta milioni di caselle di posta (2,6 per utente Internet) con quasi venti messaggi inviati quotidianamente da ogni utente sono i dati principali indicati dal rapporto che indica le donne e le persone nella fascia di età fra 35-54 anni come i più assidui utilizzatori dell’e-mail che non viene utilizzata solo tramite il pc, ma anche grazie ad altri device come cellulari o Blackberry.

Il 17% dell’utenza Internet settimanale dichiara di avere accesso alla mail con dispositivi mobili, per complessivi 3,3 milioni di individui. Inoltre solo il 4% degli utenti dichiara di non essere iscritto ad alcuna mailing list per il quale oltre il 50% degli utenti si iscrive con l’indirizzo principale.
Il 44% ha attivato il caricamento delle immagini di default, il 15% le rifiuta e circa il 40% lo fa manualmente. Due terzi degli utenti non aprono le mail di dubbia provenienza, il 35% utilizza la cartella antispam e in molti ricorrono all’unsubscribe quando la mailing list non interessa più.”

Insomma, sembra che il mondo-newsletter vada bene, benino tòh.

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iPhone 3G is coming


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“Un telefono rivoluzionario, un iPod widescreen e uno straordinario dispositivo Internet con e-mail in formato HTML e navigazione web completa.”

 

Questa la definizione del nuovo iPhone 3G . In tutto il mondo febbre da cavallo per l’attesa, stringere i denti che manca poco. L’11 luglio potrete avere il giocattolino nuovo.

 

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Intanto infiamma la polemica per i piani tariffari previsti per l’Italia. Su iPhone Affossato, potete leggere il manifesto dell’indignazione:

“Con questa petizione vogliamo dichiarare la nostra indignazione contro la politica tariffaria che TIM e Vodafone hanno deciso di applicare nella vendita dell’iPhone 3G. Abbiamo atteso oltre 1 anno e mezzo per avere l’iPhone in Italia, esattamente dal gennaio del 2007, quando Apple lo lanciò per poi venderlo a giugno solo per gli USA”

Ed è dell’ultima ora la notizia che 3 italia scenderà in campo con tariffe più abbordabili

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Intanto il glamour riveste il tesoro ultratech: se volete, custodia di Louis Vuitton per voi, in 4 modelli. Anche lì mettiti in fila, le liste d’attesa non sono lunghe, di più.

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Back up on line, applicazione salva-nervi


Cos’è il back up online? Wikipedia, per una definizione veloce:
Il Backup Online è un servizio gestito da un software che si installa (solitamente) sul proprio computer ed effettua l’archiviazione dei file attraverso connessione ad Internet sicura su server remoto. Questo nuovo strumento a disposizione degli utenti della Rete prevede l’archiviazione di qualsiasi tipo di dato in modo completamente automatico.

Pensa: mai più scene di panico in caso di pc che va all’altro mondo. Gli si fa il funerale veloce veloce, si cambia carrozzeria ma l’anima vivente con tutti i daterelli rimane.

È quindi un bel sospiro di sollievo. Chapeau per chi ci ha pensato. Una bella storia, tutti questi files e immagini e video e foto che carichi sull’account, sempre pronti all’uso. Dovunque. Non importa neanche più avere dietro il notebook personale, complemento oggettuale delle nostre giornate.

E che sia una grande idea lo dimostrano i siti che spavaldamente offrono giga su giga di disponibilità. Ultimamente sono sempre di più le proposte che consentono di salvare i dati online.

L’ultimo nato è italiano, e si chiama Memopal. Ora questo è in italiano, ma ce ne sono tantissimi in giro per il web.

Come questi due


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Firefox, la volpe macinarecord


La volpotta rossa sale sempre più in alto.
Firefox 3 è il software più scaricato nelle prime ventiquattro ore dal suo rilascio: oltre 8 milioni! 8.002.530 download, per essere precisi.

Il battezzato “Download day “ è dunque andato benissimo; per pubblicizzarne l’arrivo è stata realizzata una originale campagna che si poneva come obiettivo quello di far entrare la “volpe di fuoco” (anche se la parola firefox indica in realtà il panda rosso) nel Guinness dei primati come il software più
scaricato nel primo giorno del suo rilascio.

L’Italia in tutto questo “downloddamento” ha partecipato con quasi ottocentomila copie scaricate, meno di Spagna (ottocentoventimila) e Francia (un milione e spiccioli)

Anche Microsoft ebbe il suo download day ma bisogna tornare al 1996: il 3 agosto 1996 è arrivato Internet Explorer 3. Internet era molto diversa allora e infatti i numeri parlano di 1 milione di download in una settimana. Bisogna però fare i conti con l’ancora inesistente banda larga e con il ristretto numero di net-citizens. Fonte: windowsmania

Con la sua veste rinnovata, maggiore sicurezza e velocità, Firefox è pronto a riprendere la battaglia ingaggiata con il suo principale rivale e leader del mercato Internet Explorer. La creatura di Microsoft, parte integrante del sistema operativo Windows, controlla attualmente una quota di mercato stimata da Market Share intorno al 73%. Una superiorità netta rispetto al 19% di Firefox, ma le cifre sono destinate a cambiare rapidamente, anche perchè solo nel 2004, quando ancora Firefox non esisteva (la prima versione fu rilasciata a novembre del 2004) la quota di mercato di Internet Explorer era quasi del 90% (fonte:Repubblica).

Quelli di Redmond non stanno certo a guardare: prepariamoci alla versione beta di explorer 8, chissà se sarà più furbo della volpe.
Per finire, Qui la storia dell’evoluzione di Firefox in screenshot; si prendono in esame varie funzionalità, ricerca, segnalibri, grafica.

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Intel : Vista installatevelo voi!


Udite udite! Questa è grossa. (Cito testualmente notebookitalia )

Secondo alcuni report interni, Intel non adotterà Windows Vista nelle sue strutture e laboratori, nonostante sia piena la volontà di fornire supporto a livello hardware al nuovo sistema operativo di Microsoft.

Intel, che conta oltre 80.000 dipendenti e altrettante workstation, non aggiornerà i suoi computer a Vista, continuando ad utilizzare il vecchio Windows XP, il cui supporto è stato recentemente esteso da Microsoft fino al 2014. Windows Vista, fin dalla nascita, non è riuscito a raccogliere i consensi sperati, né da parte del pubblico né delle aziende. I numerosi bug che affliggevano la prima versione del sistema operativo di Redmond non hanno certo favorito un suo inserimento nel mercato consumer, e a maggior ragione Vista non ha trovato spazi nel segmento professionale.
Ad accrescere la delusione degli appassionati è stata anche la sostanziale assenza di novità di rilievo, e di certo l’interfaccia grafica Aero non è bastata come spinta all’aggiornamento. Al contrario, il passaggio da Windows 2000 a XP costituì una vera rivoluzione soprattutto sulla stabilità e, adottando un kernel simile a quello del predecessore, l’OS Microsoft assicurava nella maggior parte dei casi una piena compatibilità coi software aziendali
.

via before wisdom

Vista è quindi, come molti sostengono, una Svista?
Con 140 milioni di copie vendute in tutto il mondo, non può essere di certo considerato un fallimento, anche se la maggior parte delle vendite è stata quasi forzata nei bundle di computer assemblati e notebook.
Va poi detto che Intel ogni tanto le tira fuori di queste uscite. Nel 2002 s’erano incaponiti nell’ostruzionismo su XP. Poi, in realtà, se lo sono montato tutti.

Allo stesso modo, se ben ricordate, anche XP all’inizio dava un po’ di svarioni, perfezionati col tempo.

Attendiamo.

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