Archivi del mese: marzo 2008

Sono donne, oltre alle gambe c’è l’IT


Cosa ci fanno Lella Costa, Michelle Hunziker, Laura Masi (direttore marketing del Milan football club), la scrittrice Paola Calvetti, Valentina Vezzali (olimpionica di scherma), Platinette e la regista Alina Marazzi (e molte altre …) tutte insieme in un unico grande filmato, in onda su internet da stamattina?

Semplice.

Testimoniano il loro essere donne. Come a dire che mica è la festa delle donne solo l’8 marzo.

E quindi oggi, che è marzo ma è il 31, tutti incollati di fronte a questa lunga maratona rosa.
Se ti colleghi al sito web al femminile  vedrai che si passano il testimone donne, donne, donne, solo donne.

Che parlano di disparità di genere nelle istituzioni, nelle imprese, nella pubblica amministrazione, nella scuola, nei media. Il rapporto tra donne e potere, il ruolo delle donne nella storia, nello spazio, accanto a uomini famosi, all’immagine della donna nella moda e nel cinema; di tutto di più.
Fino a planare diretti diretti nel nostro mondo, la tecnologia. Uno dei dodici servizi in programma riguarda anche “come far carriera nel mondo dell’IT”.

Carino no?

L’evento è promosso da Microsoft , in collaborazione con Accenture e Acer.  Puoi inoltre interagire con il forum, fare domande in diretta, commentare.

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Il favoloso mondo di Alfonso Fuggetta


Nel mondo IT non mancano mai personaggi in grado di stupire per arguzia e spessore. È il caso di Alfonso Fuggetta, Amministratore delegato e Direttore scientifico del Cefriel Politecnico di MILANO.

Ho avuto il piacere di incontrarlo durante il party vip organizzato per il Launch Microsoft, dove ci ha allietato con croci e delizie dell’innovation technology.

Cliccando sull’immagine qua sotto sarete riportati direttamente alla presentazione del Launch,  che aveva come tema: L’evoluzione dell’it, sfide e opportunità

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(assaggio di slide)

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Sempre nella pagina dedicata alle sue presentazioni ne ho trovata un’altra che vale la pena di vedere

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“innovazione non è solo un fatto di risorse economiche”
“innovazione non è un’opzione, ma una necessità”
Come avrete capito si parla di temi a noi carissimi, modi di gestire l’it, sfide per utenti e fornitori, ruoli strategici, ridefinizione delle figure all’interno dell’azienda.
Se  questo petit essay vi invoglia, andate sul sito del Politecnico di Milano, che contiene, chiaramente, importantissime perle di innovazione quotidiana.

bloggare è condividere

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Search Engine Marketing, 3 parole a proposito (che non sono sole-cuore-amore)


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Qualche post fa abbiamo sfiorato l’argomento pay per click .

Oggi lo riprendiamo, inserendolo in un contesto più ampio.

La grande Mamma si chiama Search Engine Marketing, ovvero quell’insieme di metodologie volte a migliorare il posizionamento di un sito all’interno delle pagine dei motori di ricerca. E si sa che rendersi visibili nella marmaglia internettiana è affare ben arduo.Ora, questo schema si propone di dare agilmente un’idea all’architettura complessa della situazione.Image and video hosting by TinyPic   

Con gli occhi un po’ intrecciati si arriva alla conclusione. Se vi state grattando la testa e lo sguardo è un punto interrogativo vi capisco.

Il succo del discorso, spicciolo spicciolo, è

-definisci chi sei, cosa vuoi, come desideri che gli altri ti vedano-che se si vuole la rintracciabilità del proprio sito, non ci si può affidare a parole chiave prese “al chilo” (il modello casalinga che va alla coop con la lista della spesa non vi salverà)

-che la qualità del prodotto deve essere spalmata su un sito impeccabile, comprensibile, navigabile. Contenuti lucidi e compatti, offerta deluxe.

-dietro un sito impeccabile, ci vuole una promozione argutissima. Un onomatopea di ciò che siete.

 

-Non ultimo, un’analisi dettagliata di questi fattori vi porterà a migliorarvi, sempre e costantemente.

 Questo è quanto. Arduo. Fortuna che ci può rivolgere a persone specializzate nel settore, che mettono dalla loro esperienza e competenza, capaci di indirizzare l’offerta verso una popolazione di compratori attivi. C’è poi la creatività, che si sa non è cosa facile neanche quella. Ma quando si trova, è veramente piacevole da gustare. Come nel caso di questo video, che spiega secondo un ottica viral (di passaparola) come vendere saponi (lo so, non sembra molto chiaro.. la visione lo è)


Sigla cerca di fare tutto questo.Con un marketing avvolgente, dei messaggi mirati, e, diciamolo, un prodotto qualitativamente/economicamente aggressivo.  Con un sistema esperto alle spalle, come la figura di Nicola Briani, Web Marketing Consultant,  (che potrete trovare anche al forum di Pluribus). Con piccole tecnologie che crescono, come l’apertura di questo blog, piccolo bar per gli assetati di cosa c’è di nuovo.

E vi dirò di più: the best is yet to come!      

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Casi di successo che abbagliano


Applausi (senza claque, sia ben chiaro).
C’è un bel caso di successo da raccontare, e si sa, una buona trattativa chiusa fa sempre un gran bel piacere (vedi post precedente).

Si tratta della Global Industries di Catania, fostermarketing.it e globalindustries.it (due ragioni sociali, una come rappresentante di produttori esteri, la seconda come impiantista)
Attraverso un’attenta analisi delle problematiche,  è stato possibile capire le dinamiche aziendali, vincendo la trattativa.

Le aree di maggior rilievo hanno riguardato i dettagli operativi e gestione dei contratti e della qualità. Con possibilità di attraccare anche in India, dove l’azienda opera.

La particolarità è che l’operazione è avvenuta totalmente in remoto. Nessuno è andato in spedizione in Sicilia. Potere alla tecnologia, laude a chi ha saputo giostrare anche a distanza un affare così degno di rilievo.

Congrats!
 
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BUONA PASQUA A TUTTI!


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Un sincero augurio di buona Pasqua a tutti voi!

Andrea Innocenti

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È la dura legge del commerciale


Ora quello che voglio sono i Fatti. A questi ragazzi e ragazze insegnate soltanto Fatti. solo i Fatti servono nella vita. Non piantate altro e sradicate tutto il resto. Solo con i fatti si plasma la mente di un animale dotato di ragione; nient’altro gli tornerà mai utile. Con questo principio educo i miei figli e con questo principio educo questi ragazzi. Attenetevi ai Fatti, signore!

(Charles Dickens, Tempi difficili)

Mi viene in mente questo romanzo di Charles Dickens, pensando a come gira oggi il mondo del business. Ora, noi non ci troviamo nell’età vittoriana in Gran Bretagna. Ma questo brano mi sembrava giusto per introdurre un argomento che sta a cuore a me come a moltissimi/il 100per100 di voi. Una questione chiamata FREGATURA.
Quante volte un affare sembra concludersi, si presenta come una buona fonte di guadagno…e poi sfuma tutto in un battibaleno. L’ufficio recupero crediti reperisce soldi, mica fabbrica miracoli. I liquidi mancano, l’affare salta.
È la dura legge del commerciale, arrabbiarti (sarebbe meglio dire inc……ti) è il minimo, nonché il tuo pane quotidiano. Giusto per dare una rinfrescatina ad argomenti costantemente da rimarcare, le mosse da fare sono due. Sottolineare ai clienti la necessità di avere un modulo di rating, per avere sempre sotto controllo la propria reale situazione finanziaria (rating, basilea II, cruscotti aziendali….do you remember?).
Seconda cosa: rivolgere il cliente annaspante verso aziende come LOOPFIN e NEOSBANCA, che si occupano di noleggi a lungo termine, finanziamenti, prestiti personali,  leasing ad hoc.
Queste due realtà sono fra l’altro tra gli sponsor del Forum di Pluribus. Una risorsa da sfruttare, per addolcire tempi difficili.

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Tutti pazzi per il web (parte 2)


Tempo fa, parlando di web 2.0, ci eravamo lasciati chiedendoci quanto i guinzagli tecnologici ci cambiano la vita. La risposta non è dietro l’angolo, né lineare. Credo però che si possa tracciare una sorta di punto di vista critico dal quale partire.

Nel 1995 un grandissimo informatico, Nicholas Negroponte, scrisse un libro affascinante quanto lungimirante. Il titolo, “essere digitali” (being digital in originale), mostrava un futuro al tempo piuttosto androide; si iniziava col definire il bit come la parte più piccola dell’informazione digitale, così come l’atomo lo è per la materia. Questo il punto di partenza per discorsi futuribili, interfacce amiche, email, tostapane e frigo che collaborano per la colazione ideale, come maggiordomi virtuali, computer portatili grossi come un a noce.

È praticamente avvenuto ciò che Negroponte aveva diagnosticato, togliendo le immagini più Huxleyane.  Soprattutto, oltre alla tecnologia che ha fatto di per sé metamorfosi allucinanti, dobbiamo fare i conti col nuovo modo di fare socialità.

Sto parlando dei famigerati “social networks.

 E cos’è un social network, lo spiega bene questo video

www.myspace.com

 www.facebook.com

Sono i due principali leader del settore. Si fanno guerra fra loro, sono molto differenti come attività e configurazioni. Uno, myspace, permette di personalizzare completamente la propria pagina, mettendoci su foto, canzoni, descrizioni della propria personalità. L’altro, facebook, è decisamente meno creativo e customizzabile, sicuramente più discreto.

Ce ne sono moooooolti altri. Vedi twitter

Twitter  è considerato il maggiore social network per quanto riguarda il microblogging, ovvero quel modo di comunicare attraverso pochissimi caratteri, quelli di un normale sms.                                                              

clicca sui loghi per accedere alle homepage                       
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Ci sono poi alcuni network dedicati unicamente al raggruppamento di contatti lavorativi, come l’internazionale linkedin.com e l’italiano neurona
                         
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   Ed è questa la parte del discorso che più ci interessa. Attraverso il concetto della rete amicale, possono venire fuori importanti opportunità di lavoro. Visualizzando il tuo profilo, un utente può decidere di contattarti, permettendoti di allargare la tua cerchia di conoscenze, il tuo business. Per inciso, tutti i social network sfruttano questa opportunità; questi ultimi due lo fanno in maniera professionale, senza fronzoli tipici di molti altri. Dategli un’occhiata…allargare la propria rete di conoscenze è più facile adesso! Thank you web 2.0!

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Forum pluribus/cosa bolle in pentola


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Fervono i preparativi per il Forum Pluribus 2008. Idee che montano come la panna. Effervescenza che si confonde con la primavera e il tram tram della grande macchina organizzativa che gravita intorno a uno degli eventi più attesi dell’anno. Chi camminerà sul red carpet questa volta? Tra la ricerca della location, la selezione degli invitati, i partner, chi c’è chi non c’è, il tempo stringe. Manca davvero poco.


In più, l’incontro si apre quest’anno con un interrogativo complicato. Si parlerà di come vola l’economia italiana, e quando dico “vola” intendo proprio voce del verbo volare. Tipo un calabrone, più o meno.
Come affermano F. Galimberti, L. Paolazzi, ne “Il volo del calabrone. Breve storia dell’economia italiana nel Novecento” (Firenze, Le Monnier, 1998). Un libro di qualche anno fa che analizza l’economia italiana paragonandola ad un calabrone, insetto che per i fisici e gli entomologi non avrebbe dovuto volare perché troppo pesante in rapporto alla superficie delle sue ali.

Per ora aggrottate le sopracciglia, in cerca di una soluzione.
Il resto lo scoprirete a Viareggio,  l’11 aprile presso il Centro Congressi Principe di Piemonte. Non Mancate.
 

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Nuove forme di comunicazione


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Avere a che fare con il mondo della pubblicità/marketing è lotta quotidiana. Ci si sveglia sperando di accaparrarsi grosse fette di torta dal magico forno del mondo aziendale. Si vive tra tentativi di approccio, analisi di mercato, punti di vista, genialate, banalità.

Il guaio è che mentre noi pensiamo, viviamo la diatriba tradizione vs innovazione, il mondo intorno a noi si evolve a ritmi allucinanti. Il risultato è che il grosso plumcake si sbriciola sul  tavolo, e noi lì con l’aspiratutto a cercare di raccogliere pezzetti. L’offerta è pluriparcellizzata, i competitors aggressivi. In più il mondo internet fa il bello e il cattivo tempo, spia e lascia spiare.

La morale è che ci si scopiazziamo tutti a vicenda. E non è bello.
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In principio era “content is the king“. Ma lo è ancora? C’è chi dice no, e non è Vasco Rossi.

Io credo fermamente nel binomio poche cose dette bene. Il buon comunicatore è un artigiano di parole, le sceglie oculatamente, poi le dà in pasto all’audience. Il segreto è concentrare tutto in un concetto. Una piccola idea dai grandissimi potenziali. Forse è più giusto dire “concept is the king”. E allora, bisogna avere fantasia. Spremersi le meningi.

Visto che i budget non sono tutte le volte principeschi, ecco qui 7 idee marketing low cost. E un altro intervento veramente utile per braccine forzatamente corte.

Che già riuscire a pianificare e comunicare con successo piccole realtà è un grande obiettivo per tutti noi. Nel caso Sigla++, far percepire la sicurezza della scelta, e il valore aggiunto della vostra personalità preparata, è gran cosa. In auge ultimamente è l’attività di pay per click . Il pay per click consente di ottimizzare al massimo gli investimenti. Se l’utente clicca sul tuo sito, paghi, altrimenti rimani lì, pronto all’uso. Ciò consente di avere ampia visibilità, e una buona possibilità di nuove entrate.
Sigla ha abbracciato questa strategia di supporto, e devo dire che sta dando buone soddisfazioni. Col pay per click si atterra direttamente in questa landing page Pluribus


Per finire, siccome mi piace strizzare l’occhio alla contemporaneità, esempi eclatanti di marketing alternativo.
            
Tanto per gradire.
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Cartellone di un’agenzia di pompe funebri, metro di Londra.

E questo famosissimo video coca+mentos, che ha fatto il giro del mondo. Un’idea 0 cost dal risultato esplosivo, che in termini di fatturato e visibilità non può che aver giovato alle due già ultraleader companies

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Tutti pazzi per il web (parte 1)


Un post di natura un po’ diversa dal solito. Area socio/informatica. Riguarda più che altro noi, il nostro approccio al fruibile e futuribile.

Si parla tanto (da anni) di web 2.0.
E…COSA SAREBBE?

Cito Wikipedia:  Web 2.0 è una serie di siti web con interfaccia, facilità e velocità d’uso tali da renderli simili alle applicazioni tradizionali che gli utenti sono abituati a installare nei propri personal computer. 
I propositori del termine Web 2.0 affermano che questo differisce dal concetto iniziale di web, inizialmente etichettato Web 1.0, perché si discosta dai classici siti web statici, dall’e-mail, dall’uso dei motori di ricerca, dalla navigazione lineare e propone un World Wide Web più dinamico e interattivo.

Altri hanno provato a definire il Web 2.0 innanzi tutto in termini di reti sociali. Un esempio potrebbe essere il social commerce , l’evoluzione dell’E-Commerce in senso interattivo, che consente una maggiore partecipazione dei clienti, attraverso blog, forum, sistemi di feedback ecc.

Illuminante questo video, nato in lingua inglese, successivamente doppiato in italiano (grazie!)
Un briefing lungo 5 minuti sull’argomento


Tim O’Really ha  scritto nel 2005 un bellissimo ed esaustivo articolo, intitolato WHAT I S WEB 2.0 . Se ne avete voglia, c’è svelato l’arcano.
Tipo cosa sono
Google adsense, gli rss , permalink e altre diavolerie incrociate.  Come Ajax,  la nuovo applicazione che permette di vivere il web in maniera poliforme, eliminando l’approccio della pagina statica.

Tra disappunto e  passione, il dibattito sull’interattività incalzante è infuocato. Siamo ormai circondati da ogni sorta di guinzaglio tecnologico tale da cambiarci la vita, anche in azienda?
Domandone. Oggi 2.0 infarinatura, nella prossima puntata un approfondimento a proposito.

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